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Ba ba Babba Mia che Balle il Putto – Lettera aperta a San Valentino

Caro Putto, al secolo San Valentino, dei miei stivali, questa è la tua settimana, quei 5 giorni in cui ricopri con una spessa coltre di melassa, cuori, rosso, rose e diamanti ogni angolo e pertugio obbligando noi poveri mortali  a fare lo slalom tra cioccolatini e bigliettini vomitevolmente dolci. Io parlo così perché sono single-non-per-scelta-mia, ma per scelta di qualcun altro, quindi vorrei essere tutelata in queste giornate: mi piacerebbe tantissimo poterle cancellare dal calendario, per cui ti chiedo, non puoi essere un po’ più discreto e abolirti a prescindere? Chiudere questo carrozzone di zucchero filato e tornartene in qualche fontana col pipino di fuori a fare un sacco di plin plin?

Mi staresti anche simpatico a voler guardar bene, per l’amor del cielo, se avessi la possibilità ti festeggerei anche di più, non sono una che rinnega un po’ di romanticismo di massa, red velvet come se il pan di Spagna fosso rosso per natura, cuori e brillantini anche in faccia ne necessario, ma io non posso festeggiarti! No, non posso perché qualcuna delle tue dannate frecce ha fatto cilecca ed è andata ad infilzare mele come neppure Guglielmo Tel sapeva fare ai tempi d’oro. Non è che puoi pendere qualche lezione da chi ne sa? Magari da quel bel manzo di Oliver Queen. Così, magari, riesci a dare, a qualche povera Cenerentola, il suo Principe Azzurro (va bene anche se un po’ scolorito, non stiamo qui a fare i difficili) e tutti saremmo più “felici e contenti”.

So che in questi giorni, sarai molto indaffarato, magari potresti assoldare qualcuno per darti una mano, fatti insegnata da Babbo Natale, lui e i suoi collaboratori smistano regali e richieste con un certo successo, accontentano e destra e manca, studia la sua strategia, ti prego, secondo me migliorando i flussi di attività, riesci a cavare qualcosa di buono anche per quelle situazioni più complicate, quelle in cui, trovare le due parti dello stesso universo, richiede tempo, analisi, incastri, stravolgimenti e quanto necessario. Non puoi lasciare anime solitarie in balia degli eventi e del diabete altrui, non è bello, soprattuto per un Dio del tuo calibro.

Ho già letto altri appelli, quello più completo lo trovi qui http://memoriediunavagina.wordpress.com/2014/02/10/caro-cupido-dimmerda/, lei è una in gamba, ascoltala! Ascoltaci per piacere!

Qui nessuno ti odia come persona, ma capiscici, questa è una tortura mediatica che farebbe secco chiunque. E poi come puoi cadermi di venerdì? Ma dico, con tutti i dannati giorni della settimana, proprio per l’inizio del weekend? Il lunedì era perfetto uguale, intanto fa già schifo di suo, anche il martedì poteva essere un’alternativa da non sottovalutare, tu devi fare le cose in grande e ti prendi il venerdì, il giorno in cui si esce felici che sta per iniziare il fine settimana.

Bene, ma veniamo alla mia richiesta, specifica, io venerdì solitamente escono con gli amici e Lui, questo venerdì gli amici usciranno in coppia e, io e lui (scritto così, non coppia, separato, giusto perché tu possa notare la differenza), che facciamo? Non ci vediamo!! Per cui, ti chiedo, se non proprio una freccia, ma almeno un po’ di qualche intruglio magico, puoi faglielo recapitare, spargere come cenere sulla sua bella testolina piena di coriandoli, infilarglielo dentro le orecchie, che so, scioglierne un po’ nell’acqua ? Basterebbe far si che noi si esca comunque, che io possa vederlo e far finta che sia tutto perfetto… Perché, vuoi sapere la cosa più bella di tutta sta faccenda qual’è? Lui è quello giusto, la mia anima gemella, non devi cercane un’altra, te la indico io! Se vuoi ci faccio un bel bersaglio così non sbagli quel dannatissimo centro, una freccia, un colpo e vinciamo facile tutti.

E per la cronaca a me basterebbe un Bacio Perugina..

cheesecake-cuore

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5 Comments

  • Reply
    Andrea
    11/02/2014 at 10:29 AM

    Sa…quando ci sono così tante nuvole non si vede il sole che sta sempre lassù in fondo, a volte vedi una riverbero di luce quasi fastidioso , altre volte ti arriva un timido raggio di sole, un piccolo gesto magari banale che ti scalda il cuore quel tanto che basta per assaporare una briciola di felicità, come fossi un pulcino perduto in una voliera con i sogni appesi alle sbarre; prigioniero, ma di un sentimento che è l’unica cosa che ti fa sentire libero.
    Poi un giorno, un giorno che nasceva come tutti gli altri… arriva qualcuno, che non sta volando , è sul tuo cammino, solo come te, con la stessa paura di essere invisibile, lo stesso dolore per tutti i miserabili che hanno portato via un pezzo della sua meraviglia come barbari in un tempio .
    Vi fermerete ad ascoltarvi, e vi guarderete in silenzio perché i battiti del vostro cuore si alterneranno per non disturbare l’altro, e quando arriveranno le parole tutto intorno sparirà , tutto il male diventerà polvere soffiata via dal vento .
    Saprai che le cicatrici delle sconfitte hanno avuto un senso, che le ferite autoinflitte per il rimorso delle battaglie che non hai combattuto non sono state una sconfitta. E’ stato giusto aspettare , soffrire, sperare, crederci, credere che lei o lui è sul tuo cammino , però adesso…sei tu che stai volando, e il calore del sole non ti è mei sembrato così vicino !

    • Reply
      Sa
      11/02/2014 at 2:53 PM

      Non so se esisterà quel giorno, so solo che ora non vedo sole e non vedo cielo, il tunnel è buoi e molto lungo…
      Per ora, come ben sai, vorrei solo portare a casa un giorno alla volta senza aspettative…

  • Reply
    Erre
    13/02/2014 at 1:01 AM
    • Reply
      Sa
      13/02/2014 at 8:42 AM

      La facccia pernacchiosa nkn vale!

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