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John Elkann: taci!

Ho lasciato passare qualche giorno prima di affrontare un argomento che, in questo momento, mi tocca molto da vicino: parliamo di quel simpaticone di John Elkann che, infelice come un mal di pancia in vacanza, ha detto la cazzata del momento, vado a copiare per dovere di cronaca: ” i giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa”.

Intanto caro il mio John vogliamo evitare di generalizzare sempre? Come dire, fare di tutta un’erba un fascio non è mai buona cosa. Usi la parola “giovani” come se fosse una parolaccia e anche qui, nel senso più ampio del termine, non sei in grado di creare delle categorie più precise? Che so: dai 18 ai 25 anni e via dicendo. Non per altro, giusto per  essere chiari e precisi, anche se, la sostanza non cambia, perché hai detto una “grande gigantesca strepitosa cazzata” (vedi alla voce Trio Medusa) e ora vado ad illustrarti perché.

1- Chi ti credi di essere tu? Che hai trovato la “fabbrichetta” li ad aspettarti, bella pronta, rombate e produttiva, vi sei approdato dopo la laurea al Politecnico di Torino (ma basta la!!), hai fatto anche qualche umile lavoretto, per l’amor del cielo, ma dubito che tu l’abbia trovato appiccicando francobolli per inviare i tuoi cv a destra e manca. Arrivi alla tua “fabbrichetta” che si chiama FIAT, sempre per la cronaca, e che fai? Chiami Marchionne perché rischi di rompere il tuo giocattolo ancor prima di cominciare! E a quel punto: sposti la produzione, metti i tuoi operati in cassa integrazioni, sposti la sede a Chicago e che altro? bha…

2- I giovani stanno bene a casa: ma anche no! Peccato che questa italica terra ormai è stata prosciugata da chi  è arrivato prima di noi e non ci permette di esprimerci, di esprimere i nostri talenti, ma anzi ci imbriglia in pessime categorie che “coloro che ne sanno” creano per giustificare delle scelte/decisioni poco “young friendly” e così diventiamo (in ordine cronologico): bamboccioni  e choosy! Non nego che qualcuno lo sia, ma porca miseria, perché ci si ferma a parlare solo di questi?! Tutti gli altri? quelli che si svegliano all’alba, che si fanno un mazzo quadro, che si inventano lavori, che si creano un futuro dal nulla, quelli? di quelli non si parla mai! Se ne parla solo quando, ad una certa, vanno dall’altra parte del mondo e diventano grandi! Diventano la bandiera del nostro Paese altrove.

3- In Italia non c’è lavoro, perché stiamo andato a rotoli e non è tutta colpa nostra, noi viviamo in un paese di vecchi, per vecchi, sfruttato da vecchi! Quindi perché non parlare di pensionati ciuccia soldi e futuro? Viviamo in un paese che si preoccupa di come pagare le pensioni, ok, va bene, ma prima di tutto perché non pensiamo a come pagare lo stipendio dei “giovani” che lavorano oggi?

Caro il mio John, perché tu, che sei un capitano d’industria, non fai qualcosa per i tuoi simili? Perché tu, per primo, non ci dai una possibilità? Al posto che parlare a vanvera, apri quei cancelli e facci entrare, lascia che ti dimostriamo cosa sappiamo fare!

Io potrei ritrovarmi senza lavoro, a casa da un giorno all’altro, non ho tante alternative, lecco francobolli e mando mail che in confronto alle poste sono dei dilettanti, ma l’unica alternativa che vedo all’orizzonte è fare le valige e cercare di “uscire di casa” in un altro paese. Userò quei pochi soldi che racimolerò per un biglietto aereo e bye bye penisola… Sai, oltre i nostri confini, dire di essere un giovane italiano ha ancora un certo fascino, ma tu che ne sai? Tu che sei nato a New York, che hai due passaporti e puoi sentirti italiano solo quando ti fa comodo e poi? Poi basta! Dover lasciare il proprio Paese per cercare fortuna come i nostri bisnonni non è bello, per chi ama questa Italia, fa male abbandonare la nave così, ma lo si deve fare per sopravvivere.

Non nego che ci siano “giovani” che stanno bene a casa loro a non fare nulla, che si crogiolano nello status di nullafacenti perché non hanno voglia di mettersi i gioco, preferiscono prendere il sussidio di disoccupazione, piuttosto che provare a cambiare le cose, piuttosto che “inventarsi” un lavoro. Ma questo non fa che riportarci al punto 1: non generalizziamo per favore, non è giusto verso nessuno! Non è giusto per chi prova a farcela d solo, per chi ogni giorni cerca il modo per vivere dignitosamente, non è giusto per chi vive coi genitori perché non ha altra scelta, se non un bel giaciglio sotto ai ponti, non è giusto per chi prova a farsi una famiglia propria sbarcando il lunario alla meno peggio…

Prima di parlare John, accendi il cervello e risparmiati certe uscite! TACI! Perché poi è facile ripiegare con un: “sono stato frainteso, era un incoraggiamento”. Cos’è hai delle difficoltà con la lingua italiana?

non-e-un-paese-per-giovani

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4 Comments

  • Reply
    Andrea
    18/02/2014 at 10:12 AM

    Mi alzo in piedi e applaudo !
    Quello che ha detto questo bamboccio presuntuoso cresciuto nella bambagia è talmente superficiale e generalizzante che mi ricorda il detto di un saggio “meglio tacere e dare l’impressione di essere stupidi che aprire la bocca e togliere ogni dubbio…!”

    • Reply
      Sa
      18/02/2014 at 10:44 AM

      Andre così però alimenti il mio ego!
      Chissà se il povero John riuscirà a rispondere a tutti noi che gli scriviamo accorati insulti?!

  • Reply
    Jim
    20/02/2014 at 11:56 AM

    È bello e brutto commentare questo tuo post, Sa… bello perchè le tue parole sono pienamente condivisibili e soprattutto denotano una certa comprensione dello stato in cui viviamo; brutto perchè mi piange il cuore sentire le parole di certi personaggi. Certi riccastri a cui la vita ha dato tutto, senza che loro abbiano mai fatto nulla per meritarselo. Non sto dicendo che John Elkan sia un incapace totale, ma che se anche lo fosse la vita non gli avrebbe dato problemi di nessun tipo: questo trattamento da parte del destino non è per tutti, soprattutto per l’operaio di mirafiori.

    • Reply
      Sa
      20/02/2014 at 2:23 PM

      Grazie per il commento e per il tuo apporto a questo post… Purtroppo hai ragione e bisogna proprio fare un pensiero per quelli che già il lavoro l’hanno perso.

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