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London Calling: come dicono quelle bravi!

IMG_0015_2 Si parte prima dell’alba per andare a Londra, per riuscire a sfruttare al meglio ogni momento, per godersi questi 4 giorni, ritagliati ad hoc tra una coda in tangenziale e un dramma esistenziale. Il biglietto è stato preso mesi fa e poi lasciato lì ad invecchiare, in mezzo è successo di tutto, compreso il viaggio in India e una capatina in Nepal. Poi arrivano i fatidici “30 giorni prima” e si fa check in, si prenota il parcheggio (pur vivendo ad un tiro di schioppo dal terminal, chi vuoi che si alzi alle 5 per portarmici?), si cerca il bus per arrivare in centro a Londra, senza spendere più del volo e si compera la guida. Insomma tutto da copione, non fosse solo che a Londra non vado per vedere monumenti e musei, no, vado per sentire il profumo del Pumpkin Spice Latte, il gusto dei fish&chips e il suono delle sterline che escono del mio portafoglio per uno shopping sfrenato. Ero addirittura indecisa se prendere o meno la macchina fotografica, ma visto il peso è lì nella mia borsina. Il programma per tanto è molto semplice: perdersi tra le vie della città!

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Volo ok, bus ok, anche se il viaggio è noiosetto , ma passa tra sobborghi e casine di mattoni rossi, ora mi godo l’attesa delle altre viaggiatrici con il mio PSL e la mug nuova da Starbucks. In hotel sono solo passata, ho lasciato la valigia al desk, lo vedremo più tardi, è in una vietta tranquilla, pare carino, ma poco importa… Ultima pratica che devo disbrigare si chiama Olyster Card, mi permetterà di usare i mezzi pubblici come più mi piace e di ricaricarla all’occasione. Nel frattempo già in due mi hanno chiesto se sono americana, sarà per il mio pessimo accento e la necessità smaniosa di caffè schifezza (preso rigorosamente con soya latte)! Una volta ricostituito il gruppo si parte, prima destinazione Piccadilly Circus e da li abbiamo raggiungo un posto paradisiaco per gli amanti del tea e dei biscottini da puciarci alle 5 del pomeriggio Fortnum and Mason, dove avrei speso tutto il mio budget! Ci sono scatole di latta bellissime, colorare, con carillon e marmellate che sbrilluccicano… IMG_0009_2Insomma un paradiso per gourmet. A fatica ne sono uscita con un bottino di tutto rispetto e la prossima tappa è il negozio di timbri davanti al British Museum, più precisamente il Bladerubber shop, qui si possono trovare timbri per ogni occasione, incontri e carta per scrapbook. Ultima tappa King’s Cross Station per vedere il binario 9 3/4 e il negozio li a fianco per gli acquisti di rito sopratutto per il costume di Halloween. IMG_0011_2 Con questa tappa si conclude il primo pomeriggio londinese, ma prima di dire buonanotte bisogna mettere qualcosa sotto i denti, per cui, capatina veloce in hotel e poi cena al Travellers Tavern (proprio di fianco a Victoria Coach Station), ottimo prezzo e qualità eccellente. IMG_0002_2 La sveglia venerdì mattina suona presto, colazione in hotel (pane tostato a fiume e marmellata), sosta di rito per il PSL e via verso la giornata di super shopping lungo Oxford Street già vestita per Natale. Peccato che i miei piedi abbiano problemi seri, cerco di non scoraggiarmi e mi equipaggio con cerotti e cerottini, paiono funzionare almeno per un po’, ma da Primemark ho un tracollo e quindi stop alle telefonate, urge mettere i piedi a riposo è qualcosa sotto ai denti, niente di meglio che un bel Pret a Mange con vista su Marble Arch. Dopo pranzo decido di concedermi una lunga pausa godendomi il caldo sole londinese e lasciando lo shopping a chi ha il fisico più allenato. Non posso certo essere distrutta durante la simpatica serata di Halloween! IMG_0019_2 Cena nel pub prescelto tra truculenti zombie e diavoletti rossi, mentre io e la mia divisa da alunna di Serpeverde mi muovo con disinvoltura e tanto ridere. Dopo cena ci si dirige in Piccadilly Circurs per un po’ di struscio, mancano un po’ di zucche, ma l’atmosfera è goliardica e non mancano foto con assoluti sconosciuti. Sabato mattina di nuovo sveglia di buon mattino, il tempo non promette nulla di buono, la classica leggera pioggerella a londinese decide di farci compagnia e con lei prendiamo un bel bus e andiamo a verso Notting Hill per il mercatino di Portobello Road (si svolge solo di sabato mattina, ma meglio sempre consultare il sito, così da non fare un viaggio a vuoto).

Il tempo si rischiara e torna il sole, ottimo! I piedi danno parecchia noia, ma stringo i denti e mi addentro tra le bancarelle che vendono di tutto: argenteria, cibo esotico, nastri, cappelli, abiti usati etc etc… A pranzo decidiamo di sederci in un fish&chips proprio su Portobello Road, dove assaporo un piatto eccezionale con vista sullo mercatino. Nel pomeriggio torniamo a Oxford Street e poi andiamo a Coven Garden, c’è un sacco di traffico e gente in giro, l’atmosfera è già quella natalizia e viene proprio voglia di fare un’altro po’ di shopping. Per concludere altra c’entra vero British nel pub vicino all’hotel: bellissima atmosfera e cibo ottimo con tanto di Sticky Toffee Pudding.

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Domenica, e manca poco alla partenza, sveglia tranquilla, sistemate le valigie decido di andare a zonzo per il quartiere attorno a Victoria Station (hotel scelto solo per la posizione strategica per la comodità di raggiungere in pochi minuti la stazione dei bus). Purtroppo il tempo fa schifo quindi freddo e pioggia mi spingono da Scalzo, proprio davanti alla Coach Station dove ordino una super colazione, per la precisione una Scottish breakfast: uova strapazzate su pane tostato e salmone affumicato, il tutto per 6 pound. Con la pancia piena è ora di prendere il bus che mi porterà in aeroporto e poi da li si torna a casa… IMG_0064_2 Londra è sempre bella, non mi ha deluso, nonostante siano passati 17 anni e io abbia accumulato qualche km, è stato come tornare a casa, le vie sono tornate familiari, le stazioni della tube riaffiorano nella mente e non serve più neppure la cartina. IMG_0065_2

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