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A zonzo per Amsterdam

Ed eccoci di ritorno da una 4 giorni tra viuzze e canali, dopo anni di richieste e preghiere, qualcuno a onorato la sua promessa! Si vola ad Amsterdam!!

Un messetto fa abbiamo trovato un’ottima offerta: volo easyjet da Malpensa 60 euro senza valigia e appartamento a 123 euro a testa per 4 giorni. Detto fatto, prenotato, pagato e si parte! Siamo in tre: io e due orsi, per cui decido di prendere in mano le redini dell’organizzazione, guida alla mano studio per bene cosa vorrei vedere, dove vorrei andare a mangiare, cosa bisogna assolutamente provare, insomma la classica organizzazione.

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Lunedì mattina, dopo aver lasciato l’auto ala Jet Park, siamo pronti a partire, ore 11:35 puntuali, lasciamo Malpensa per atterrare ad Amsterdam alle 13:00, dove ci aspetta una pioggia battente e un vento gelido, ma il dramma è dietro l’angolo: la guida e la mappa della città non ci sono, sparite!! E ora che si fa? Non abbiamo idea di come raggiungere l’agenzia per le chiavi dell’appartamento, per cui bisogna subito trovare una soluzione, per fortuna un cinnamon latte da Starbucks e un ufficio informazioni in stazione, ci danno lo slancio per ripartire. Recuperata una mappa, ci mettiamo in cammino, una rapida sosta per prendere il primo scartoccio di patate fritte (ne seguiranno molti altri), arriviamo alla Short Stay Reservation, dove lasciamo un deposito (classica strisciata di carta) e recuperiamo le chiavi e una nuova mappa. Una volta sulla strada verso casa esce anche il sole, non poteva andarci meglio, incrociamo il Mercato dei Fiori coi suoi mille colori e i tulipani fiorini, splendidi. 15 minuti a passo svelto e arrivano alla nostra piccola dimora, calda, accogliente e con tutto il necessario per i nostri 4 giorni olandesi, inoltre appena dall’altro lato della strada c’è un supermercato comodo e ben fornito.

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Ma bisogna rimettersi in cammino, quindi vestiti per bene, ci lasciamo trascinare dalla corrente di Amsterdam, camminiamo senza meta passando da un quartiere ad un altro, lasciando che lo sguardo venga rapido dai dettagli di ogni casa, bicicletta e quant’altro. Poi decidiamo di concederci una pausa e scegliamo per l’occasione il Dampkring, coffee shop tra i più rinomati, dall’atmosfera sognate e calda, il colore predominante è l’arancione. Io non sono un’esperta, ma pare che i miei compagni di viaggio abbiano gradito la consumazione, anche se hanno sbagliato qualcosa. Rifocillati e scaldati ci ri-buttiamo nella mischia e dopo qualche passo ecco arrivare la neve, essi la neve! Insomma in un pomeriggio abbiamo provato: acqua, sole e neve. Non ci lasciamo scoraggiare e dopo aver fatto una spesa veloce, torniamo a casa per cena.

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Scegliere come soluzione l’appartamento è stato necessario perché uno dei componenti della spedizione è celiaco e per tanto potevamo garantire almeno un pasto ad hoc, senza il brivido del rischio. Devo dire è stata una scelta vincente, anche perché ad Amsterdam non ho visto ristoranti tipici, ma un post pourri di stili e cucini che vanno dall’indonesiano, all’argentino passando per il francese e l’italiano.

Dopo cena siamo di nuovo in movimento, destinazione il centro, passando per il Red Light District che mi ha lasciata un po’ perplessa e imbarazzata, fa parte del “panorama” ok, però ho preferito non passarci più. La serata si conclude con il ritorno a casa e buona notte.

La mattina dopo, il tempo inclemente ci fa dirigere (in tram) verso il Rijsk Museum per vedere i pittori fiamminghi, devo dire che l’organizzazione è impeccabile e se hai un iphone, puoi scaricare l’app del museo sfruttando il wifi gratis e con un paio di auricolari non hai bisogno dell’audio guida. Decidiamo di fare il percorso da 90 minuti, che tocca i dipinti più famosi e significativi dell’epoca. Il giro si prolunga perché non ci limitiamo a quanto suggerito e anzi ci soffermiamo spesso su altro. Purtroppo alla nostra uscita, c’è ancora molta acqua ad attenderci, ma facciamo pochi passi e ci concediamo un pranzo all’Hard Rock caffè dove diamo seguito anche il rito dell’acquisto della maglietta. Per fortuna il pomeriggio si preannuncia soleggiato, così si riparte a piedi per esplorare il Jordan (quartiere tra i più pittoreschi della città), canali, biciclette, house boat e tanti passi! Con il sole arriva il vento gelido e così decidiamo di fare una sosta questa volta ci infiliamo in un piccolo coffeshop gestito da una signora, niente di turistico, ma molto accogliente, ci accomodiamo in vetrina (CS Mr. K): cappuccio, caffè e the vanno per la maggiore. Ora però bisogna sbrigarsi perché voglio assolutamente vedere la casa di Anna Frank.

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Il museo è all’interno della vecchia fabbrica e la casa “prigione”, essendo ormai quasi sera, non c’è coda, per cui mi fiondo all’interno e comincio il giro se guaendo le indicazioni sul volantino recuperato alla biglietteria. Il percorso è obbligato e inframmezzato da video e testimonianze dei sopravvissuti, molto interessante ed inteso. Il giro dura circa un’ora e ci si immerge nell’atmosfera del tempo, soprattutto se si è letto il diario.

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Dopo la visita recupero i miei compagni di viaggio e si ricomincia a camminare verso casa e la spesa di rito per la cena della sera. La serata invece la passiamo sempre a zonzo, scoprendo che anche ad Amsterdam c’è una piccola e colorata China Town, poi ci concediamo un super waffle alla nutella, Poi a nanna, perché l’indomani ci aspetta la gita fuori amsterdam per vedere i mulini a vento.

Pronti per la gita, non piove, certo il tempo non è bellissimo, ma decidiamo di affidarci al Karma e partiamo alla volta di Zaanse Schans. Prendiamo un treno locale direzione Uitgeest e si scende a Koog-Zaandijk e in 20 minuti circa arriviamo al villaggio, dove veniamo accolti da un intenso profumo di cioccolato, che si diffonde tra le stradine e la case di legno del posto. Infatti Zaanse Schans è la sede di una grande industria che produce e lavora il cacao. Non ci lasciamo distratte e percorriamo 1 km di strada per arrivare al villaggio museo, dove è facile perdersi tra i ponticelli, le casette colorate e grandi mulini a vento, funzionanti. Passiamo la mattinata curiosando tra le varie attrattive e lasciando che il vento ci spinga qui e la, poi decidiamo di mangiare un boccone con vista proprio sui  4 mulini a vento.

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Dopo pranzo si torna ad Amsterdam dove andiamo alla scoperta di Piazza Dam e i dintorni, facendo una tappa coffeeshop al The Tweede Kamer, dove, all’interno note jazz e avventori di colore ti fanno credere di essere a New Orleans più che ad Amsterdam. Seconda tappa del pomeriggio: patatine fritte take a way, quelle del negozietto davanti al locale sono strepitose! Ci dirigiamo verso il quartiere universitario e poi a casa, dove ci prepariamo per la cena, sta sera si mangia fuori, abbiamo scelto che l’argentino fa per noi. Torniamo in centro e ci infiliamo in un argentino piccolo e raccolto in via Zeedijk, dove mangiamo alla grande, una volta usciti di li ci diamo ad una bevuta culturale al In ‘t Aepjen, uno dei più vecchi e caratteristici Bruin Cafè che si trova nella stessa via. Qui l’atmosfera è di altri tempi, candele ovunque, musica soffusa e avventori locali che bisbigliano davanti ad un drink, da non perdere assolutamente.

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Purtroppo la vacanza volge al termine e giovedì torniamo in Italia, ma devo dire che Amsterdam mi è piaciuta moltissimo e vorrei tornarci, magari in primavera, così da inforcare un bici e lasciarmi trascinare tra tulipani e piste ciclabili.

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