Expo2015 Italia Tips & Tricks

Febbre da Expo

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Pronti via!

È arrivato il momento di tornare a parlare di Expo, manca poco più di un mese alla chiusura ed è un vero e proprio delirio da Esposizione Universale… Partita in sordina, ricordo le prime sere quando l’esiguo numero di visitatori ti dava la possibilità di scorrazzare lungo il decumano e le code di 10 minuti per entrare nel l’ormai famigerato Japan pavilion, parevano un’eternità. I parcheggi erano vuoti e non si vedevano pullman sul bel ponte chiuso al traffico comune…

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Decumano: deserto

Beh da agosto le cose vanno decisamente in altro modo, le code sono diventate infinite, gli orari di apertura e chiusura sono stata modificati per permettere al maggior numero di persone di poter partecipare: alle 9 aprono i cancelli che nel weekend chiudono alle 24… I padiglioni sono assaltati da orde di persone, che arrivano da ogni parte del mondo e il sito strabocca di gente!

Noi abbiamo avuto l’idea geniale di fare la prima giornata intera un sabato di inizio settembre, non potevamo fare scelta peggiore! A stento siamo riusciti a vedere i cluster, mangiare un hamburger e una granatina al limone… Entrare anche nel padiglione meno accattivante era un’impresa titanica e i minuti per poter entrare il Japan pavilion di cui sopra erano lievitati in modo esponenziale, il cartello diceva 5 ore, 5!

Un peccato, perché essendo stata all’inizio, mi sono potuta godere delle visite tranquille ed interessanti, ho potuto respirare quell’aria cosmopolita che trovi solo nelle città come Londra o New York, ho assaggiato piatti particolari e osservato i costumi dei paesi ospitati. Sono riuscita ad assaporare il silenzio del tempio nepalese passeggiando tra le bandiere delle preghiere buddiste, ad ascoltare le api del padiglione inglese, ho passeggiato nel bosco austriaco osservando la natura prevalere sull’uomo, ho colto il profumo delle spezie in Turchia, mi sono divertita nel padiglione del Giappone.. Sono state esperienze molto costruttive ed istruttive, per questo mi spiace che i visitatori di oggi escano esausti delle code, consapevoli di aver buttato via i soldi, perché non è più vivibile! Sono più i giorni in cui viene chiusa per eccesso di visitatori, che quelli in cui si passeggia tranquilli, ma di contro, all’Italia serve tutto questo successo, servono i soldi che girano attorno all’evento, purtroppo a discapito degli ultimi mal capitati.

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Inghilterra

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Austria

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Nepal

Io sono tornata, venerdì scorso, in solitaria, perché volevo vedere il Padiglione Zero e assaggiare il risotto di Oldani, grazie ad un contatto, mi sono procurata due biglietti a buon prezzo, così, ho parcheggiato tra i cantieri, sfruttando il pass che ci hanno dato al lavoro (ufficio in ZTL Expo), e alle 8:15 ero davanti ai cancelli dell’ingresso Est Roseio, quello “meno” frequentato. Sono in prima fila, molto soddisfatta della posizione e pronta a scattare al verde degli schermi sopra i metal detector. Nel giro di pochi minuti le file aumentano sia di numero che di lunghezza, tutti scalpitanti di poter correre verso il padiglione scelto per essere il primo della lista. Alle 9 vengono aperti i cancelli e mi ritrovo sola lungo il decumano, quasi non ci credo, comincio a correre verso la mia meta, che si trova esattamente dall’altro lato rispetto a dove sono entrata: Padiglione Zero sto arrivando!!

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Purtroppo per me e per fortuna per altri, venerdì alle 9:30 aprono i cancelli anche dall’ingresso ovest per cui non sono proprio la prima della fila, ma alle 10, quando apre il padiglione entro nel giro di pochissimi minuti e devo dire che ne è valsa la pensa, il padiglione è fatto bene, istruttivo e dinamico al tempo stesso. Una meraviglia.

Dopo la visita, tranquilla e senza troppa gente (anche qui si entra a scaglioni), vado subito al chiosco di Oldani, è presto, ma la ragazza alla cassa riferisce che il risotto sarà pronto da li a mezz’ora, per cui decido di gironzolare li in torno, vado a vedere il padiglione del Sudan e poi tento di entrare in quello del Belgio, ma rinuncio. Torno sui miei passi e mi sistemo su una panchina comoda tra un ruscello, le piante il chiosco. Alle 11:30 il risotto è pronto e appare anche lo Chef, per cui, mi gusto questo piatto delizioso, ne valeva proprio la pena aspettare!! Consiglio: arrivare presto così da essere i primi, perché la coda non era lunghissima, ma sono piuttosto lenti e alle 14:30 smettono di servire il risotto, per poi riprendere solo a sera (non so l’orario però).

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Finito di mangiare decido di tornare sul decumano e rispetto qualche ora prima, è decisamente stravolto di gente (non come di sabato)! Non provo neppure a mettermi in coda per entrare in qualche altro padiglione, ma deciso di provare un po’ di cibo da strada asiatico, nel cluster dei Tuberi e Ortaggi, poi mi dirigo al supermercato del Futuro (coop). Molto interessante e decisamente poco affollato. Poi vado verso l’area della biodiversità e gironzolo tra i vari stand dedicati, carino il market. Considero la mia visita finita e torno alla macchina.

So di aver visto poco, ma ho visto ciò che mi ero prefissata e grazie ai 5 ingressi di maggio e giugno posso permettermi queste visite all’acqua di rose. Mi mancano ancora molti padiglioni, ma ne ho visti altrettanti, per cui mi reputo soddisfatta! Inoltre ho ancor un biglietto da utilizzare…

Ora vorrei darvi qualche consiglio se decidete di andare: armatevi di pazienza, cercate di arrivare presto e fiondatevi nel padiglione che ritenete di non volervi perdere, se non volete perdere tempo per mangiare, portatevi qualcosa dietro (per l’acqua invece i distributori gratuiti sono accessibili, nonostante il gran numero di persone), se no prediligete lo street food, magari nei padiglioni più defilati e non sul decumano/cardo e soprattutto non all’ora canonica del pranzo. Ricordate che le code più lunghe si formano davanti ai padiglioni più interattivi e particolari, ma anche i cluster e i padiglioni più piccoli nascondono molte curiosità e interessanti prospettive…

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