Asia Day By Day Malesia Singapore Viaggio di gruppo

Questa estate ho fatto un viaggio…

Questa estate ho fatto un viaggio, come ogni anno dirà qualcuno, ma no, questa estate ho affrontato una sfida, ho viaggiato attraverso un paese lontano accompagnata da 15 sconosciuti, con cui mi sono confrontata e con cui ho deciso di essere una me stessa migliore, lasciando a casa paure, paranoie e fissazioni, lasciando a casa la mia indole solitaria, il pessimismo e la paura di essere quello che sono.

Nello zaino lo spazio era veramente poco: 4 magliette, 2 pantaloni, 1 gonna, 2 leggins e così via, 9kg di bagaglio! Un record assoluto. Della me di tutti i giorni c’erano solo le medicine e il phone, il resto è rimasto a casa e non poteva esserci scelta migliore.

Ma andiamo con ordine, a marzo mi sono iscritta ad un viaggio di gruppo, zaino in spalla, la definizione corretta è “freakstyle”, decisamente non nel mio stile, destinazione Malesia, Singapore e isole Perhetian (si proprio mare, per ben tre giorni filati) il tutto in compagnia di perfetti estranei, che la sorte ha scelto per me e messo insieme.

I giorni passano e il gruppo prende forma, per qualche tempo sono la più vecchia e la cosa un po’ mi inquieta, riuscirò a stare al passo dei giovani viaggiatori? Però mi lascio trascinare dall’entusiasmo, ci si incontra in un paio di occasioni, mi pare ci sia la giusta alchimia. Fuori da questo contesto va tutto a rotoli, il lavoro è un disastro e la testa è sempre li, ma c’è questo miraggio e passano i giorni, contati uno ad uno come un carcerato che non aspetta altro che le sue ali di libertà, e si arriva al 7 agosto: partenza!

Ci si incontra a Doha in piena notte, le facce stropicciate dal primo pezzo di viaggio, ma bisogna cominciare a conoscerci e quindi si chiacchiera seduti per terra su un pavimento lucido. Poi l’imbarco e altre 6 ore di viaggio che ci portano nella calda e umida Kuala Lumpur, siamo stanchi, io avrei voglia di una doccia e un riposino, ma non c’è tempo, si fanno le stanze, una breve doccia e poi per strada. Pare di stare in uno di quei cestelli di bamboo per la cottura al vapore, i vestiti ti si appiccicano addosso e la pelle scoperta diventa lucida di sudore, mentre i capelli si arruffano! Me ne frego e vado avanti, studio i miei nuovi compagni di avventura e ci si siede a tavola, in un posto lurido, ma non importa, la tavolata è uno spettacolo, ci si scambia il cibo, si assaggia la scelta dell’altro e si ride!

Da qui è stata tutta in discesa, ci sono stati tanti momenti da ricordare fatti di poco, ma di genuina sintonia.

Ogni tanto ho peccato del mio egoismo, del mio essere un animale solitario, la mia voglia vi vedere ed esplorare mi ha fatto sperare di essere sola e di non dover aspettare, ma qualcuno ha deciso comunque di affiancarmi e di seguire il mio ritmo. Ho imparato che ognuno ha il suo tempo e il suo spazio, ma che lo stesso si adatta a quello degli altri, basta volerlo. Stare soli non è bello, soprattutto quando si sta troppo bene con se stessi…

Questa estate ho fatto un viaggio che ricorderò e che credo sarà il primo di molti, perché vedere il mondo con gli occhi degli altri affiancati ai tuoi è molto più bello!

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ps: poi scriverò il solito post del viaggio, con itinerario e qualche riflessione…

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