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Zaino questo Mistero

…e dopo avervi annoiato con il post precedente, non potevo non scrivere qualcosa sul mio primo compagno di viaggio: LO ZAINO!

Giuro che non parlerò della metafora dello zaino (vi metto il link di un post dei tanti che ne parlano), ma solo di come una persona che ha sempre e solo fatto valige, di punto in bianco deve preparare uno zaino e non sa da che parte cominciare!

Qualche tempo fa avevo scritto dei fondamentali per la mia valigia, qui non vale nulla di quanto scritto, bisogna approcciare il tutto con uno spirito diverso che posso sintetizzare  così: porta meno di quello che pensi che possa servirti! poi prega!

Ma andiamo con ordine, prima di tutto bisogna procurarsi lo zaino (il mio che usavo per il campeggio si è dato alla macchina), quindi comincio a leggere qui e la, chiedo consiglio a chi ci accompagnerà nel viaggio, vado nei negozi specializzati e divento la stalker del povero commesso di turno. Imparo che gli zaini di oggi, quelli super fighi, hanno una cerniera nel corpo principale che permette di usarli come una sacca, senza dover infilare tutto dall’alto. Non sottovalutate questa opzione, perché vi permette di recuperare con semplicità quanto sta sul fondo, senza dover tirare fuori tutto ogni volta.

Alla fine la mia scelta ricade su uno zaino Deuter studiato apposta per il fisico femminile, dotato della famosa cerniera frontale e di uno zainetto che si può agganciare al corpo principale, ha una capacità di 60+10 litri, tanti lacci e un bellissimo fiore giallo!

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Ora sono pronta per riempilo, parto da una lista generica sistemando tutto sul letto e da li comincio a infilare il tutto, ma mi rendo conto subito che non ci siamo, è tutto troppo!! Quindi cerco un approccio più minimalista e scarto uno ad uno quanto credo non possa servirmi, ma anche il secondo tentativo produce un sacco di roba! Non dispero e taglio ancora, risultato finale: due paia di pantaloni che sono sia lunghi che sotto il ginocchio, 4 magliette (una verrà usata come pigiama), due leggins (completo così il pigiama), 4 camicette da trekking (sottili e che asciugano in fretta), un telo della decatholon in microfibra (taglia xl), un sacco lenzuolo, una federa, una felpa leggera e una un po’ più pesante, il kway, intimo, 2 costumi, le ciabatte e un paio di sandali. Per il beauty non ho rinunciato al mio phone (ma solo la versione da viaggio, piccolo e ripiegabile), shampoo e bagnoschiuma in piccoli contenitori per poterli distribuire, mentre crema solare e doposole hanno occupato gran parte dello spazio. Insomma, leggeri è meglio!!!

Prima di fare altri errori, scopro su internet alcuni video che ti insegnano come riempire lo zaino con criterio: diventano la mia bibbia e, guidata da YouTube, comincio  ad assemblare quelle quattro cose scelte. Prima asciugamano e sacco lenzuolo, poi tutto il resto, ripiegato in modo imbarazzante mentre gli ululati di terrore del mio ferro da stiro si udivano in lontananza, cerco di riempire tutti i buchi, il tetris mi da ispirazione, un calzino qui, una maglietta la e via dicendo. In pochi minuti quanto era sul letto finisce nello zaino, 9kg, mai fatta una valigia così leggera!

Provo ad indossalo: perfetto! Si può partire!

Una volta in viaggio lo zaino cambierà dimensioni, adattandosi alle esigenze, è sbalorditivo pare avere una vita propria.

Per gestire i panni sporchi mi sono dotata dei miei sacchetti sotto vuoto (quelli che arrotoli e non hai bisogno dell’aspirapolvere), così posso tenere separate quelle quattro cose che ho con me, in attesa di poterle lavare, perché per 15 giorni non basta quanto portato…

Apriamo una parentesi sul bucato viaggio: serve un sapone di Marsiglia (la classica saponetta) e almeno un paio di notti nello stesso hotel, non fidatevi a stendere fuori dalla camera, meglio approfittare dell’aria condizionata o di qualche scalda salviette, la roba asciugherà prima. Se invece dovete lavare jeans o felpe pesanti è preferibile una lavanderia a gettoni o la lavanderia dell’hotel: zero fatica e asciugatura assicurata.

Ecco, a me non è andata così bene: la lavatrice che avevamo scelta non funzionava, ma l’abbiamo appurato solo 45 minuti dopo, la lavanderia dell’hotel ha rotto l’asciugatrice e mi ha restituito panni “clean” ma non “dry”! Ricorrere ai ripari non è stato facile, ma non sono mai andata in giro come una barbona, giuro!

Torniamo allo zaino, dove ormai convive il pulito e lo sporco, si aggiungono souvenir, si spostano cose dallo zaino piccolo a quello grande e viceversa, così facendo imparo l’importanza dei lacci e dei ganci sparsi qui e la sistemando gli spallacci in modo da scaricare il peso non solo sulle spalle ma anche sul bacino.

Muoversi con lui non è complicato, certo non abbiamo camminato per km, ma tra caldo, scale e sabbia, devo dire che è andata alla grande, non ho avuto ne mal di schiena ne altrove! Sono contenta della scelta fatta e ringrazio chi mi ha aiutato in tal senso.

I prossimi viaggi? Facile, zaino in spalla!

 

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