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Sofia passo dopo passo

Prima di continuare a leggere questo post, sappi che c’è la versione in pillole che trovi qui, poche utili info per un weekend a Sofia.

E’ proprio il caso di dirlo, questo weekend a Sofia è stato caratterizzato dai passi fatti, ho macinato la bellezza di 30 km in due giorni, ma andiamo con ordine perchè c’è molto da dire su questa trasferta.

Cos’è successo prima di salire sull’aereo? E’ giunto il momento di svelare il giallo di Sofia: giovedì pomeriggio ricevo una mail da Booking in cui mi si avvisa che l’hotel che avevo scelto (Guest House 32) non mi potrà più ospitare (chissà come mai?) e mi proponevano un’alternativa ma, se la stessa non mi fosse andata bene, potevo scegliere altro, mi avrebbero rimborsato la differenza e cancellato la prenotazione precedente senza penale. Rileggo la mail un’altra volta e non ci voglio credere, controllo la proposta di Booking, ma è troppo fuori mano così mi butto alla ricerca di un’alternativa che faccia al caso mio. E’ andata benissimo! Infatti ho soggiornato in un posto incantevole a pochi passi dall’hotel scelto in precedenza.

La scelta è ricaduta sul 5 Vintage Guest House, che si cela tra due palazzi un po’ decadenti, trovo riduttivo che venga definito ostello, perchè in realtà è un appartamento con 5 stanze arredato con gusto e la giusta dose di stravaganza, credo che sarebbe da definire un piccolo Boutique hotel. Io ho scelto la camera singola con bagno in comune (pulitissimo), non potevo davvero scegliere posto migliore.

Risolto il problema hotel, venerdì 17 in barba alle scaramanzie, forse è per questo che il volo costa così poco, parto da Malpensa alla volta di Sofia, arrivo per ora di pranzo al terminal 2 (quello nuovo), prelevo allo sportello Unicredit e raggiungo la metro dove acquisto per 1,90 lev il biglietto per arrivare in centro. Qui mi scontro con le prime difficoltà linguistiche, devo capire come hanno tradotto nei nostri caratteri la fermata “centro”, ma scopro che si chiama Serdika, cerco di usare Moovit ma questa volta non funziona a dovere, perchè la mappa è in cirillico e non recepisce molti indirizzi scritti “alla nostra maniera”… Mi affido al buon senso e parto per il centro, ci vogliono circa 20 minuti, ma si arriva nel cuore della città, quindi comodo, poi da li in 10 minuti a piedi raggiungo la guest house.

Da qui inizio l’odissea del pranzo che trovate qui, per cui non mi dilungo oltre, ma con la pancia finalmente piena mi metto in cammino e arrivo davanti al palazzo della Cultura in stile decisamente sovietico, inserito però in un parco grande e ben organizzato dove bambini e adulti si godevano il pomeriggio di sole. L’unico neo è rappresentato dal “1300 Years Bulgaria Monument” un obbrobrio di cemento e ferro in evidente stato di abbandono, questo monumento doveva rappresentare il passato, il presente e il futuro… Non andate apposta per vederlo!

 

Dopo un frappuccino di rito ho continuato la mia esplorazione perdendomi nel dedalo di vie comprese tra il centro e il parco dell’Università inseguendo negozietti e gallerie d’arte nascoste qui e la. Girovagando sono arrivata al mercato del Libri (Open Book Market) e tra una bancarella e l’altra ho deciso che potevo anche tornare in hotel visto che alle 18 mi aspettava un altro tour della città a piedi (avevo già percorso 10km).

sofia-mercato-dei-libri

Infatti alle 18 puntuale, mi sono trovata al palazzo di Giustizia (lo riconoscente lungo Vitosha Bl., è un edificio bianco con colonnato e due grossi leoni neri) per partecipare al Free Sofia Tour: due ore a zonzo con una guida (in inglese) che ti spiega e insegna qualcosa sulla città, illustrando i principali monumenti, il tour si tiene ogni giorno alle 11 a.m. e alle 18 p.m. con qualsiasi tempo! Guardate il sito perchè propongono anche altre passeggiate, ma non gratis. Noi eravamo una quarantina e grazie a Martin abbiamo trascorso davvero una piacevole serata potendo conoscere un po’ della storia di questa città e i suoi trascorsi storici. Ho potuto apprezzare la Moschea, i Bagni (ora museo), ma anche i resti romani con la Rotonda di San Giorgio; il tour finisce alla “Alexander Nevsky Cathedral” che di sera secondo me non rende, infatti sono tornata per vedere le sue cupole dorate brillare al sole ed è veramente uno spettacolo.

 

Salutato Martin e riparto verso il ristorante che ho scelto per cena, poi torno in hotel: totale km percorsi 15!

Sabato decido di rivedere alcuni dei monumenti e chiese viste la sera prima, aggiungendo la Sinagoga (solo dall’esterno perchè il sabato e la domenica è chiusa) e i due mercati che trovate descritti qui. Alle 10 ho già percorso 6km, la giornata si preannuncia impegnativa. A questo punto però decido di prendere la metro perchè mi sono spinta molto verso ovest e volevo tornare a vedere la “Alexander Nevsky Cathedral” purtroppo, complice il cirillico, sbaglio fermata, così prendo un’altra metro e finalmente giungo a destinazione. La cattedrale è imponente sia fuori che dentro, mi concedo qualche minuto per la visita, per fare le foto bisogna pagare 10 lev all’ingresso, secondo me non ne vale la pena, ma visto che voglio portare a casa un ricordo, pago e scatto foto!

sofia-catedrale

Da qui riparto verso il pote delle Aquile che dista circa un km, passo attraverso il parco “Knyazheska Garden“, dove immaginavo di vedere chissà quale maestosità, ma in realtà ci sono quattro aquile su altrettante colone in mezzo ad un incrocio. Torno sui miei passi e mi ritrovo davanti al monumento dedicato all’Armata Sovietica: immenso!!

Con questa tappa la mia gita culturale finisce e vado a mettere le gambe sotto al tavolo.

Il pomeriggio lo dedico a perdermi in altre vie e viuzze tra una galleria d’arte e un negozio di t-shirt dipinte a mano e accumulo km, poi si mette a piovere e così mi fermo in un caffè e da li a cena… la dura vita di chi viaggia!!

Dopo cena è tempo di valige, domenica la sveglia suona presto per tornare in Italia.

Cosa mi è piaciuto di questa città? credo la voglia di riscatto e prendersi un posto tra le capitali europee, i giovani sono tanti e molto entusiasti, mentre il resto della popolazione guarda con occhio critico la voglia di apertura, sicuramente la lingua e l’alfabeto usato sono ostici da superare, ma non impossibili.

La nostra guida, Martin, davanti alla moschea ha detto una cosa che mi appartiene e che vorrei fosse un messaggio per tutti: viaggiare è importante, apre la mente, permette di conoscere le altre persone, coi loro usi e costumi, diminuendo l’ignoranza e la paura sarà più facile la convivenza tra le genti! A Sofia, tra le case diroccate e marciapiedi coi buchi, c’è una piazza dove convivono la Sinagoga, la Moschea, la Chiesa Ortodossa e quella Cristiana, questa piazza viene chiamata la piazza della Tolleranza.

Questo è lo spirito con cui ho lasciato questa città….

 

 

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4 Comments

  • Reply
    Silvia - The Food Traveler
    21/02/2017 at 3:06 PM

    Il richiamo dell’est diventa sempre più forte, ancora di più dopo aver letto questo post.
    Direi che nella “sfiga” ti è andata bene: l’hotel dove hai dormito sembra davvero molto carino!
    Mi piace molto questa cosa dei free walking tours che non ho mai fatto ma che voglio assolutamente provare durante il prossimo viaggio.
    Buona giornata 🙂

    • Reply
      Sa
      21/02/2017 at 3:10 PM

      Ciao Silvia! anche per me il free tour è stato una scoperta, il mio battesimo e credo che lo cercherò ovunque ora! Un bel modo per conoscere gente e vedere la città con gli occhi di chi la vive ogni giorno.
      Buona giornata a te!!

  • Reply
    L'OrsaNelCarro Travel Blog
    21/02/2017 at 3:25 PM

    30 km in due giorni, fantastico! Anche io adoro camminare! Quindi Booking fa di questi pacchi, da non crederci! Per fortuna che ti è andata bene e non ti ha rovinato il viaggio 😉 Bellissima l’idea della Piazza della Tolleranza!
    Comunque l’Europa dell’Est è una riconferma a misura di un perfetto viaggio low cost. Aspetto il post sul cibo 😛

    • Reply
      Sa
      21/02/2017 at 3:28 PM

      Si dai, a parte il brivido iniziale, direi che Bookink ha fatto il suo dovere, sto aspettando già il rimborso per la differenza (io poi sono stata economica comunque). Per il resto consiglio Sofia come meta diversa dal solito circuito. Così come mi era piaciuta Bucarest! Il post sul cibo è quasi cotto!!

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