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Turista o viaggiatore?

L’eterna lotta tra il bene e il male, mi viene da pensare. Ho letto molto sull’argomento e ho cercato di darmi una risposta, in base al mio modo di vedere questa diatriba, districandomi tra: proclami di guerra, citazioni colte e affermazioni eclatanti.

Partiamo dalla definizione didascalica:

  • Turista: /tu·rì·sta/ sostantivo maschile e femminile – Viaggiatore non mosso da motivi utilitari, bensì da scopi di svago o da interessi d’ordine culturale nei confronti dei luoghi visitati.
  • Viaggiatore:  /viag·gia·tó·re/ sostantivo maschile – Chi effettua un viaggio con un mezzo pubblico di trasporto: i v. del treno, dell’aeroplano; imbarcare, sbarcare i v.

Linguisticamente parlando il turista è una categoria di viaggiatore, cioè colui che si muove per svago o interessi culturali, mentre il viaggiatore è chi usa i mezzi pubblici per viaggiare, nulla di nobile direi. Forse ad un primo approccio molto oggettivo è meglio il turista, ha nobili intenti da dizionario. Solo unendo i due termini otteniamo un soggetto degno del mondo: il turista viaggiatore.

Lasciamo la teoria e veniamo all’uso comune dei due termini, dove il primo è quello dei villaggi “all inclusive” in braghe corte, calzino e sandalo tedesco, che parte con due valige e torna con tre (la terza rigorosamente strabordante di souvenir); mentre il secondo è l’alternativo con lo zaino in spalla, conciato come un barbone, che puzza, usa i mezzi pubblici e spende il minimo per dormire in posti di terzordine e cerca di scroccare il cibo ai poveracci che incontra sul suo cammino, ma vive il mondo a piene mani.

Così va meglio? Possiamo aggiungere anche che il turista è maleducato e il viaggiatore è politically correct… No, non mi convince neppure così!

Entrambe le distinzioni non mi appagano del tutto, infatti per me questa netta divisione non esiste, mi spiace per i puristi ma, a mio avviso siamo tutti un po’ turisti e un po’ viaggiatori, contemporaneamente! Sacrilegio!!!

Io viaggio con lo zaino, ma giuro che mi lavo, sono curiosa di sapere come vive il popolo che mi accoglie, assaggiare il loro cibo, ma lo pago per riconoscere materialmente il lavoro fatto per produrlo, indosso volentieri il velo se le usanze lo richiedono, cammino scalza nel Tempio Sikh… Non ho mai dormito in ostello, ma neppure in un villaggio “all inclusive”, scapperei dopo il secondo buffet, ma non per questo spendo dei patrimoni, con una giusta attenzione si può essere ospitati in piccole guest house, B&B… assaporando la vita di tutti i giorni e chiacchierando coi proprietari o gli altri ospiti.

Vogliamo mica che sia il bagaglio che usiamo a definirci?

Per piacere anche no! Io fino a questa estate usavo il trolley, la mia conversione al backpack è avvenuta nell’ultimo mezzo anno, ho ammesso tra queste pagine di portami appresso il phone e di comperare tazze di Starbucks col nome delle città che visito, ma non ho mai dato soldi o caramelle ai bambini indiani, non ho avuto cuore di “visitare” i ghat dove vengono fatte le cremazioni in Nepal, non ho fatto selfie con gli indiani d’america “in cattività”….  Questo mi rende meno viaggiatrice e più turista? Io non so rispondere…

Qui, come in altri aspetti della mia vita, non amo “gli integralismi”, preferisco potermi muovere tra le definizioni prendendo cosa fa al caso mio di volta in volta, forse lo trovate ipocrita e comodo, ma io lo trovo solo giusto soprattutto perchè si ripete in ogni dove che viaggiare rende tolleranti e aperti agli altri! Diventerebbe un controsenso definirsi l’una o l’altra cosa, quando si pontifica che il viaggio apre la mente.

Turista o viaggiatore? Io voglio essere entrambi! In modo consapevole approcciandomi al viaggio solo in modo da permettendomi di sperimentare quanto la destinazione mi offre, sempre nel rispetto di chi la vive ogni giorno.

Fermo restando che ci sono soggetti che non sono né uno né l’altro in nessuna delle accezioni del caso e si fermano in coda al check in a smontare valige e, quando arrivano sull’aereo, fanno spostare tutti per avere il posto al finestrino in barba alle scaramanzie di chi, il proprio posto sull’aereo, non lo cede neppure sotto tortura, perchè “non si sa mai come può finire, se cade l’aereo ed ero seduto da un’altra parte e crepo?”…

Viaggiare è bello e va fatto col proprio ritmo, le proprie manie e le proprie aspettative, senza nuocere o disturbare chi ha altri ritmi, manie e aspettative!

Mi piacerebbe avere altre opinioni in merito… mi fate contenta?!

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11 Comments

  • Reply
    Gipsy
    23/02/2017 at 6:16 PM

    Secondo me la vera differenza sta nel come si viaggia, non dove si dome o quanto bagaglio ci si porta dietro.
    Se viaggi tanto per mettere una spunta su una cartina, non ti informi, non esci dall’hotel e non provi nemmeno ad immergerti nella cultura locale sei un turista, anzi forse manco quello.
    Se invece viaggi capendo dove stai andando, uscendo dall’hotel, usando guide locali, parlando con la gente, assaggiando cibi locali e cercando di dedicare tanto tempo ad luogo e se quando torni non sei lo stesso di prima allora sei un viaggiatore.
    Non è che il viaggiatore per forza debba viaggiare zaino in spalla e dormire in tenda, ma conta come si viaggia, almeno secondo me.

    • Reply
      Sa
      23/02/2017 at 6:19 PM

      Concordo!! Non è questione di essere l’uno o l’altro ma tornare arricchiti del posto che si è almeno provato a vivere… grazie per il tuo punto di vista… mi piacerebbe leggerne altri!

      • Reply
        Gipsy
        23/02/2017 at 6:21 PM

        Ti seguo, non mancheró di commentare 😁

        • Reply
          Sa
          23/02/2017 at 6:33 PM

          Grazie grazie!!

  • Reply
    Paola
    24/02/2017 at 12:32 AM

    C’è davvero chi vuole il posto finestrino? Io prendo almeno due voli al mese per lavoro, e corridoio forevah, a meno di non avere tutta la fila vuota così scelgo il posto a seconda se è il momento del decollo/atterraggio o dello snack a bordo!

    • Reply
      Sa
      24/02/2017 at 10:11 AM

      Eh già!! a me basta partire, l’unico posto che mi mi piace poco è quello al centro tra i tre, soprattutto se non so chi sono gli altri due, non è bello dormire sulla spalla di estranei!

  • Reply
    ManuTaz
    06/03/2017 at 11:10 PM

    Completamente d’accordo! Non sopporto dare nomi alle cose, figuriamoci alle persone! Hehe spero di essere una Turista viaggiatrice, per ora dalla definizione, sono viaggiatrice tutti i giorni, vorrei essere un po’ più turista… anche se Milano, per me questa sconosciuta, è un ottimo punto da cui partire! Secondo me il turista e chiunque affronti la vita con curiosità!

    • Reply
      Sa
      06/03/2017 at 11:12 PM

      Direi che abbiamo un pensiero molto simile in merito alla faccenda, fermo restando che le definizioni non aiutano…
      e comunque grazie per questo commento, benvenuta Manu tra le pagine del blog!

  • Reply
    Souvenir: gioia e dolori – PasSaPorto e Colori
    04/04/2017 at 11:54 AM

    […] che la distinzione tra turista e viaggiatore passa anche per il capitolo shopping come possiamo non parlare di souvenir? Chi sono io per […]

  • Reply
    WipRadio e Elisa: la mia prima volta in radio – PasSaPorto e Colori
    18/05/2017 at 7:23 AM

    […] e Turisti, l’ho invitata a leggere il mio articolo sull’argomento (lo trovate qui) e le è piaciuto così tanto da propormi questa chiacchierata. Faccio notare che abbiamo scelto […]

  • Reply
    Ostello o non Ostello? La mia sentenza – PasSaPorto e Colori
    14/06/2017 at 12:25 PM

    […] Qui trovi le altre considerazioni del caso! […]

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