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Da Guilin a Yangshuo: lungo il Fiume Li

Ormai sono passati molti anni dal mio viaggio in Cina, ma ne avevo parlato in modo molto superficiale, perchè non ero ancora entrata nell’ottica di scrivere “per gli altri”, così mi piacerebbe riprendere il discorso, partendo dalla parte del viaggio che ho trovato più vera, quindi vi porto con me a Guilin (qui trovate il programma completo).

Guilin: dov’è e come si raggiunge

Guilin si trova nella Cina meridionale, nella provincia dello Guangxi, è una città pittoresca per lo standard cinese e il suo parco con lago nel centro sono davvero strepitosi, Il clima purtroppo è quello sub tropicale, quindi umidità, caldo soffocante e monsoni in agosto! Quando ci sono stata io? Ad agosto of course, ma sono stata fortunata, perchè il monsone non si è visto, solo un po’ d’acqua a Yangshuo.

Noi siamo arrivati a Guilin da Xi’an con un volo della AirChina, da qui siamo stati trasferiti in hotel (Bravo Hotel) e la prima cosa che mi è stata subito chiara è che Giulin è invasa di acqua!! Acqua ovunque: fiumi, laghetti, e canali, il tutto ben illuminato grazie a un milione e forse più luci al neon!! Neppure a Las Vegas ne ho viste così tante!

Già perchè, qui più che altrove, la luce al neon colorata mi va per la maggiore, sono davvero fissati con queste cose kitsch che creano imbarazzanti giochi di luce… Dopo una cena in hotel ci siamo inoltrati nel centro per vedere il food market e concederci quattro passi lungo il fiume, tra sale da tea e bambù giganti.

Dopo una colazione China’s style ci trasferiamo all’imbarco per la navigazione lungo il fiume Li, da qui parte un viaggio nel tempo, in uno scenario da sogno, mi sono sentita trasportata in altro mondo, incantato, dove il verde intenso e brillante la fa da padrone.

Una curiosità: queste formazioni rocciose sono considerate talmente belle e importanti che le trovate immortalate anche sulle banconote.

Fiume Li

La navigazione è tranquilla, segue il sinuoso muoversi del fiume, un silenzio irreale ci circonda e, nonostante il tempo non sia dei migliori, lo spettacolo è davvero da togliere il fiato. Di tanto in tanto si avvicinano delle barche o piccole zattere di bambù, i barcaioli offrono cibo e strani souvenir, ma sono troppo concentrata sul paesaggio e sul mal di mare (dovete sapere che io, l’acqua e i natanti abbiamo dei problemi seri di coesistenza)…

fiume li panorama

Una menzione particolare va al pranzo che abbiamo fatto a bordo: davvero buono, compresa la zuppa di tartaruga, si, ho mangiato tartaruga, o meglio il suo brodo, quindi non ne abbiate a male, ma quando sono in giro provo quello che gli autoctoni mi propongono (non ho mangiato il cane, perchè i cinesi sanno che non lo gradiamo e non lo offrono agli occidentali, questo per dovere di cronaca) anche se non convenzionale per i nostri palati; poi ci hanno servito dei noodle con gamberi di acqua dolce, davvero buoni e per secondo l’immancabile maiale in agrodolce. Per concludere hanno portato una grappa al serpente, guardare per credere!! Però io non l’ho assaggiata per cui non vi saprei dire.

grappa di serpente Cina

Dopo quasi tre ore di navigazione approdiamo finalmente a Yangshuo, qui ad accoglierci c’è un pescatore coi sui cormorani con cui pescano, non ho ben capito come funziona, ma sono sicura che centra qualcosa il grande becco.

pescatore con conrmorano

La cittadina di Yangshuo (ok, forse cittadina è riduttivo..) è davvero bellissima, con le pagode e le colline carsiche a farne da contorno, ma purtroppo il tempo peggiora e inizia a piovigginare, ma non ci facciamo scoraggiare  partiamo alla volta delle risaie e i villaggi sparsi qui e la nella pianura fertilissima.

Oltre al paesaggio non scorderò mai il viso delle persone che abbiamo incontrato, visi cotti dal sole, con rughe profonde che ti lasciano immaginare una vita di terra e acqua, fatta di lavoro duro, ma anche visi sorridenti di bambini dagli occhi curiosi, neri e profondi, ci avvicinano senza paura e con la curiosità della scoperta. Non siamo certo i primi occidentali, ma restiamo sempre un mistero, come loro per noi. E’ emozionante cercare di comunicare con queste persone, che non conoscono l’inglese, ma che cercano comunque un contatto e i gesti si fanno parole…

Io non sapevo più dove guardare, estasiata da tanta bellezza!! Purtroppo era tempo di tornare, così siamo saliti sul bus e in un’ora siamo tornati a Guilin.

Il secondo giorno invece l’abbiamo dedicato all vista di alcuni luoghi importanti della città e nei dintorni.

Prima tappa: la collina del Fubo.

Praticamente un fungo carsico che si innalza nel mezzo della città. Io ammetto di non aver salito tutti gli scalini perchè stavo morendo, il caldo e l’umidità sono davvero impegnativi, ma in compenso mi sono goduta la grotta sotto alla collina, dove centinaia di piccoli buddha ti salutano da ogni meandro fino ad arrivare al fiume… Unica pecca? come ogni attrazione cinese, viene inserita in un contesto di cianfrusaglie varie, luci psichedeliche e souvenir di ogni foggia, questo secondo me sminuisce un po’ l’atmosfera mistica alla Karatè Kid!

collina del fubo

Seconda tappa: la caverna del Flauto di Bambù

Nel pomeriggio ci siamo spostati nel ventre della caverna del Fluato di Bambù, molto suggestivo il sentiero che si percorre per accedere, guidati dalle immancabili lanterne rosse.

lantene rosse cina

La grotta in se è un viaggio psichedelico nella mente di un cinese ubriaco, nulla a che vedere con le nostre grotte dove si scende in religioso silenzio, armati di elmetto e torce, qui si entra senza protezioni e senza luci perchè bastano quelle che invadono la grotta e ogni suo angolo, indovina un po’… tutto illuminato al neon.

grotta faluto bambu cina

Quindi non pensate ad un’esperienza da speleologi, ma piuttosto un viaggio in un’attrazione di Gardaland! Finito questo delirio in salsa di soya siamo tornati a Guilin per dedicarci ad una passeggiata nel parco della città, godendoci finalmente un po’ di sole e un caldo meno umido del giorno precedente.

guilin lago

Mi piacerebbe poter tornare in questo angolo di Cina rurale, per dedicare più tempo alla natura, alle risaie e alle lanterne sospese, ma ho paura che resterà un sogno, almeno per un po’…

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