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Guida alla Guida: quale e perchè sceglierla?

L’altro giorno mi è stato chiesto se e che tipo di guida uso per i miei viaggi, se prediligo una versione cartacea o digitale, se ho una “marca” preferita etc…

Cominciamo subito col ricordare che la guida cartacea per me è un must, è il secondo acquisto dopo il biglietto aereo, è la mia “copertina di Linus” durante il viaggio, non si sa mai quando lo smartphone ti abbandona, meglio avere qualcosa di scritto, come diceva mio nonno!

Quale guida scegliere?

In via molto teorica direi quella che più si avvicina alle vostre necessità, quella che prova a rispondere alle vostre domande. Per i miei primi viaggi ho utilizzato quelle di Mondadori, mi piacevano tantissimo, super illustrate, con tante foto, disegni, ma pochissime indicazione pratiche, con indirizzi di ristoranti e hotel molto cari, quindi le ho abbandonate spostandomi su altre tipologie. E’ stato come quando sono passata dalla valigia allo zaino: dal troppo al ciò che serve realmente!

Ho provato con  Routard (qui in italiano): ottima quella per l’Irlanda, pessima quella per la Scozia. Da indicazioni adatte a chi viaggia low budget, però l’impostazione non è nelle mie corde, pochissime indicazioni di carattere turistico, non male le indicazioni su dove mangiare, dormire etc… Sicuramente la meta fa la differenza, quindi bisogna sfogliare e cercare di capire cosa davvero ci può essere utile, anche le mappe proposte non sono un granchè…

Le guide descrittive come Polaris o National Geographic sono bellissime da leggere, ma le trovo anch’esse poco “maneggevoli” in viaggio, sono un po’ troppo racconto con poche indicazioni pratiche, ho trovato quella della Cina di Polaris scritta davvero bene, riempie gli occhi leggerla, ma l’ho lasciata a casa.

Altro tentativo andato bene, ma non benissimo è stato quello con le Rough Guide (qui in italiano) che ho usato sia in Germania che in Romania, informazioni chiare, puntuali, non male le mappe a corredo, però non c’è stato il giusto feeling, ma comunque da provare.

Ora veniamo alla tanto amata/odiata Lonely Planet (di seguito LP), l’ho lasciata per ultima apposta perchè qui da dire ne ho parecchio. Doverosa premessa, nessuno mi paga per nominarla in questo post, che è totalmente scritto “in autonomia”, quindi sappiate che sono pensieri senza filtro o censura.

Parto con la LP Pocket, il nuovo formato per le città, con mappa del centro e la suddivisione per quartieri/zone: mi piace tantissimo! La trovo il giusto compromesso formato/informazioni per visitare una città in pochi giorni, le indicazioni sono precise, ci sono delle immagini e i percorsi proposti sono interessanti e fattibili nelle tempistiche indicati. Inoltre ristoranti, negozi, bar e attrazioni sono relative a tutte le fasce di budget. Mi piace talmente tanto che ho preso anche quella di Milano! La mappa a corredo è piuttosto dettagliata, ma relativa solo al centro, quindi se alloggiate oltre dovete procurarvi una mappa più ampia.

Questa versione piccina sostituisce le vecchie LP per le città, che erano più ingombranti e nella classica forma di quelle riservate ai Paesi in generale, avevo preso quella di Berlino, ma l’ho trovata inutile e poco adatta alle mie esigenze, per fortuna hanno fatto la nuova versione!!

LP classica: è quella che uso io, in versione rigorosamente cartacea, ho provato ad acquistare qualche capito digitale (avevo perso la guida cartacea, non mi chiedete ne come ne perchè che è meglio!) ma non è la stessa cosa. Ma vediamo di capire perchè scelgo questo tipo di guida che, badate bene, come le precedenti ha pregi e difetti. Mi piace molto la parte “generale”, dove si può leggere del paese che si vuole visitare sia in termini di storia, che di tradizioni, così come adoro il capito sul cibo e quelli al fondo, dove si parla di informazioni su clima, sicurezza etc. Non disdegno la sezione degli itinerari attraverso la destinazione, ma solitamente sono molto diversi da quello che preparo io e devo dire che  non mi è mai successo di modificare il mio percorso per adattarlo a quello della guida. Interessante, ma poco utile, la parte con le foto e “i 10 posti da vedere” appaga l’occhio ma nulla di più.

Mentre mi piace molto la parte “culturale” per le singole città, perchè ti guida passo a passo toccando le principali attrazioni/palazzi/monumenti, le mappe sono fatte bene, forse non dettagliatissime, ma un buon compromesso. Le indicazioni di ristoranti e alloggio coprono bene sia le zone che i portafogli, si trova davvero di tutto e quando ho scelto in base a tali indicazioni mi sono trovata quanto descritto, è fondamentale però controllare la data di pubblicazione, purtroppo in alcuni paesi le cose cambiano veramente molto rapidamente quindi è facile non trovare cosa si cerca.

Un’altra parte che mi piace della LP è relativa alle attività da fare, ci sono sempre delle chicche interessanti come tour a piedi, ma anche in bici, posti curiosi etc…

img_6167.jpg

Perchè la guida cartacea?

Semplice: perchè posso scriversi sopra! Evidenziare, prendere appunti, segnare sulla mappa cose trovate in rete, aggiungere indicazioni, insomma è “dinamica” e adoro sfogliarla, farci le orecchie in fondo alla pagina. La vivo tantissimo sia prima di partire che in viaggio, ed è una buona base per il post viaggio…

Ora mi direte: è ingombrate e pesante! Vero, verissimo, questa estate sono partita con ben due tomi al seguito, ma lo rifarei altre 1000 volte. Preferisco non portare libri da lettura cartacei, ma la guida viene con me!

In pratica oltre ad avere la fissa per i bagagli, sono malata anche di guide, ma per tenere a freno questa smania, come ho detto in precedenza, le acquisto solo se ho il biglietto aereo, questo mi permette di non sprecare soldi e sogni per posti che non vedrò mai, inoltre avere una guida di 10 anni fa non serve a nulla, il mondo muta velocemente, quindi è vero che le indicazioni di carattere generale sono sempre valide, ma il resto no. Non affidatevi a guide più vecchie di due anni, vi faranno perdere tantissimo tempo a cercare posti che sono chiusi ormai da secoli…

Guide “alternative”

Una breve menzione per quelle guide (sempre cartacee) che si propongono come diverse, nuove, bhe mi piacciono tantissimo! Peccato che sono ancora poco sviluppate e hanno poche destinazioni, ma vale la pena dagli una possibilità, io ne ho apprezzate due e ne ho parlato qui e qui. Ora ne vorrei cercarne una simile per Londra, da affiancare alla Pocket… qualche consiglio?

Travel Blog e Mini Guide

Che nessuno ne abbia a male ma i blog come il mio e le guide proposte in molti di questi blog non fanno al caso mio in viaggio, ma sono l’ossatura della programmazione prima della partenza o addirittura per decidere la destinazione. Non vi porto con me, ma vi “sfrutto” alla grande prima, perchè le esperienze vissute sono un ottimo modo per capire intanto se quel viaggio fa per noi e poi come prepararsi al meglio per viverlo. I consigli pratici sono fondamentali per non prendere sole, per vivere al meglio la destinazione, insomma ci permettono di “arrivare preparati”.

Ammetto comunque di aver consultato qualche blog anche mentre ero via, ma solitamente per risolvere un impiccio o trovare la miglior soluzione per qualche trasferimento ostico.

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9 Comments

  • Reply
    Paola Bertoni
    18/04/2017 at 12:44 PM

    Sono d’accordo con te sui travel blog, li sfrutto come ispirazione per partire, non come guide vere e proprie.
    Riguardo alle guide, ero innamoratissima delle Rough Guide fino a quando non mi sono impazzita a trovare l’entrata del Parco Guell a Barcellona mentre con le Lonely Planet c’è una sorta di amore/odio perché essendo le più diffuse finisci negli stessi posti dove vanno tutti.
    Ultimamente viaggio solo più con lo smartphone, Google Maps + LP digitale per non portarmi peso inutile e devo dire che mi trovo abbastanza bene in questo modo.

    • Reply
      Sa
      18/04/2017 at 12:48 PM

      Insomma LP gioia e dolori in formato viaggio?! Purtroppo l’uniformità di informazioni ci porta in una sorta di circolo vizioso, il viaggio diventa globalizzato e finisci per trovarti sempre con le stesse persone. A me piace uscire dal tracciato perdendomi in giro, come quando imposto il navigatore, ma faccio strade alternative!
      Mi trovo in linea col tuo pensiero al 100%!

  • Reply
    Gipsy
    18/04/2017 at 5:01 PM

    io amo le LP per i percorsi a piedi e la chiarezza descrittiva, e amo anche tanto le cartoville del touring perchè sono davvero pratiche per le visite in città con le piccole mappine, per me le due insieme, LP + cartoville sono il top!

    • Reply
      Sa
      18/04/2017 at 5:05 PM

      L’ho usata a Monaco e devo dire che non era affatto male, ma va sicuramente usata in abbinata.. al prossimo viaggio seguirò il tuo consiglio!!
      grazie!

      • Reply
        Gipsy
        18/04/2017 at 5:09 PM

        sì, perchè da sola è troppo scarna di informazioni. ma è comodissima da portare in giro, poi in albergo e prima del viaggio uso la LP per approfondire.

  • Reply
    passoinindia
    03/05/2017 at 9:50 PM

    Adoro le Rough guide. Meno le lonely planet troppo nozionistiche.

    • Reply
      Sa
      03/05/2017 at 9:51 PM

      La scelta della guida è davvero una cosa molto molto personale… grazie per il tuo punto di vista!

  • Reply
    Parto per l’Andalusia – istruzioni per l’uso – Passaporto e colori
    05/05/2017 at 12:36 PM

    […] come al solito le mie guide cartacee, mi affido di nuovo alla Lonely Planet: la guida classica per l’Andalusia e la pocket per […]

  • Reply
    Parto per l’Andalusia – istruzioni per l’uso – Passaporto e colori
    10/05/2017 at 4:54 PM

    […] come al solito le mie guide cartacee, mi affido di nuovo alla Lonely Planet: la guida classica per l’Andalusia e la pocket per […]

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