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Alhambra e i suoi giardini: un sogno ad occhi aperti tra fiori e fontane

Prima della visita al Alhambra

Premetto che scriverò una cosa impopolare, quindi non siate troppo cattivi nei commenti, ma andiamo a cominciare e lo facciamo dal momento della prenotazione, fatta con largo anticipo da questo sito, avete varie opzioni con prezzi molto diversi, usate questo metodo così sarete certi di accedere al Alhambra.

Ho scelto di fare la visita comprensiva del ingresso al Palazzo, state attenti che l’orario che scegliete non è l’orario per accedere al borgo, ma quello per entrare al Palacios Nazaries!

Ho scelto come orario di visita le 18, ma sono arrivata alle 14:30 circa, perché volevo godermi i giardini del Generalife con tutta la calma.

Quindi, dopo aver provveduto all’acquisto, una volta arrivati a Granada, potete andare a recuperare il vostro ticket al Corral del Carbón.

Serve la carta di credito usata per l’acquisto, se invece non siete riusciti a prenotare, andate all’ingresso principale molto presto e, per molto presto, intendo anche alle 5 del mattino.

Ho sentito racconti di persone in attesa dalle 3 di notte! Qui trovate il perché di queste code.

Per arrivare al sito si può fare una bella passeggiata di 20 minuti (in salita) tra le alte piante del bosco che protegge l’Alhambra passando per la Puerta de las Granadas, oppure potete prendere il minibus C3 che parte da Plaza Isabel la Catolica o ancora sfruttare il bus/trenino turistico che vi lascia all’ingresso principale (io ho usato questa opzione che mi ha permesso di muovermi un po’ ovunque in città e qui trovate i dettagli).

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Durate la visita al Alhambra

Generalife

Dopo aver fatto un parte del giro turistico col pulmino di cui sopra, sono scesa presso l’ingresso principale e, dopo essermi procurata l’ennesima bottiglietta d’acqua, sono partita alla scoperta di questo borgo straordinario! Ricordatevi di prendere una mappa all’ingresso.

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Io mi sono diretta vero il palazzo Generalife passando per un giardino nascosto tra alti cipressi affusolati. La cosa che più mi ha colpito è il clima mite che avvolge questo parco, quindi soffermarsi qui e la approfittando delle panchine all’ombra è cosa buona e giusta.

L’altra cosa che colpisce è la quantità d’acqua che, tra canaletti e fontane, accompagna il visitatore lungo questa scoperta.

Arrivata infondo a questa parte della visita mi ritrovo alle porte del palazzo e da qui si aprono una serie di patii e giardini nascosti, davvero incantevoli e, senza grandi aspettative, mi ritrovo in un’oasi di pace, i turisti sembrano spariti, o solo ammutoliti dalla bellezza che ci si parla davanti, incantati dal gorgoglio dell’acqua tra piscine e fontane. Procedo salendo una scalinata e mi ritrovo nel roseto (giardini alti), peccato non sia periodo di fioritura… Comunque i glicini e i gelsomini suppliscono egregiamente.

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Un altro angolo che ho amato è la salita dell’acqua (escalera del Agua): una scalinata, protetta dal fronde lussureggianti e, lungo i corrimani, due canaletti di acqua gelida e cristallina!

Foto di rito e ricomincio la mia esplorazione, lasciando queste parte del grande parco, per portarmi lungo le mura che circondano la parte principale del sito.

Come al solito decido di non dare retta alla mappa e prendo il giro al contrario, ma visto che sono in anticipo, trovo una panchina sperduta, sotto la torre degli infanti e mi godo una lunga pausa al fresco.

Pochi si spingono in questa parte del parco così mi sono goduta davvero un’oretta di relax.

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Cuore del borgo e i suoi palazzi

Rinfrancata e riposata sono ripartita per il mio giro, seguendo sempre le mura orientali arrivando così ad un’altra serie di giardini e fontane.

Qui il caldo era soffocante e sono dovuta correre ai ripari, recuperando altra acqua, un cappello di paglia e un gelatino, ma trovare un posto a sedere è stata un’impresa, perché qui essendoci l’ingresso sia al Palacios Nazaries che al Palacios de Carlo V, la calca di turisti è notevole.

La parte più a nord del borgo, definita Alcazaba, è costituita da una serie di torri e camminamenti di guardia, battuti dal sole e dall’aria (calda), così non mi sono soffermata più di tanto, ma torno verso Palacios de Carlo V per una breve visita (non salgo nel museo).

Il suo interno è costituito da una grande arena, sembra una sorta di Colosseo tra quattro mura, suggestivo ma anche qui affollatissimo.

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Per ultimo, alle 18, entro nel famoso e ambito Palacios Nazaries e… non mi è piaciuto per nulla! Ecco qui la confessione scomoda! Delusione, indifferenza, insomma non pervenuto, visitato in poco meno di mezz’ora. Sarà che mi ha ricordato una brutta copia del Taj Mahal o solo uno dei tanti templi indiani, ma mi ha solo lasciato la voglia di tornare nei giardini visti in precedenza!

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Esco delusa e stanca, mentre le gambe si lamentano, così esco da Puerta de la Justicia e mi avvio a piedi verso Plaza Nueva, la passeggiata in discesa è davvero piacevole e la frescura degna di un bosco alpino. Arrivata a Puerta de las Granadas riprendo il mio bus turistico e proseguo il giro che mi porterà nel mio quartiere preferito di Granada.

Conclusioni

L’Alhambra è uno di questi posti che vanno visti almeno una volta nella vita, al pari di monumenti e siti molto più blasonati, bisogna però essere disposti a camminare, prendere un po’ di caldo e sole, e soprattutto a non avere aspettative, ma lasciare che ogni fiore, fontana o torre ci colga di sorpresa. Io ho amato davvero questa visita, anche se sono stata a tratti delusa e a tratti sorpresa, ma credo che sia il bello dei luoghi che si esplorano.

Non escludo di tornarci, magari in maggio quando pare sia il momento più adatto…

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10 Comments

  • Reply
    Andrea F
    20/06/2017 at 7:40 AM

    Ah l’Alhambra… bei ricordi! Ci andai tanti anni fa e ricordo soprattutto molta gente, un gran caldo e dei giardini fantastici. Anche se la sensazione che più mi è rimasta è legata all’atmosfera che si respira li… è come se il caldo e i colori dei giardini sublimassero il resto dell’edificio e delle costruzioni attorno. Se poi ti fai trasportare dal posto (è necessario non subire troppo il sole altrimenti l’effetto si smorza…) e qualcuno ti racconta la storia di quei luoghi, tutto diventa mistico.
    Almeno… questo è l’effetto che ha fatto a me 😛

    Mi piacerebbe tornarci, e magari sedermi da qualche parte all’ombra in compagnia di una bibita fresca e di un libro di Eymerich 😉

    • Reply
      Sandra
      20/06/2017 at 7:42 AM

      È un posto magico, fuori dal tempo, che ognuno può vedere e vivere come più preferisce! Per il posto al fresco dove sederti, te lo suggerisco io, sarei stata lì una vita…

  • Reply
    Ingegnererrante
    29/07/2017 at 10:56 AM

    Prima o poi ci andrò..😄

    • Reply
      Sandra
      29/07/2017 at 10:58 AM

      Non puoi proprio perdertela! Soprattutto tu che con le architetture mi vai a nozze!
      Grazie per essere passata!

  • Reply
    Martina
    29/07/2017 at 12:22 PM

    Delizioso! non lo conoscevo! bel post

    • Reply
      Sandra
      29/07/2017 at 12:24 PM

      Ma grazie!! E ben arrivata fin qui allora!

    • Reply
      Sandra
      29/07/2017 at 2:14 PM

      grazie!!!

  • Reply
    khadi
    29/07/2017 at 7:47 PM

    Probabilmente rimarrei delusa anch’io dal Palacios Nazaries, dopo aver visto vari palazzi governativi ottomani tra Algeria e Marocco, ma fa parte del gioco. Penso comunque valga la pena vederlo. Bellissimo post : )

    • Reply
      Sandra
      29/07/2017 at 7:49 PM

      Concordo! Bisogna saper trovare il modo di stupirsi anche nelle cose “già viste”… Comunque bello, ma secondo me sopravvalutato. 😊
      Inoltre grazie per essere passata di qui, spero che tornerai..

      • Reply
        khadi
        29/07/2017 at 8:19 PM

        sicuramente : )

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