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Cordoba: due giorni tra patii e fortificazioni

Arrivo a Cordoba dopo un viaggio non proprio semplice, fa molto caldo e la strada è un serpente che si arrotola tra le colline di uliveti e aride montagne. Il bus non prende l'”autovia”, ma la carrettera e quindi ci troviamo a percorrere una via meno rapida, più tortuosa e decisamente inadatta al mio stomaco.

Ho lasciato Granada a mezzo giorno (di fuoco) e sono arrivata a Cordoba alle 14:45 circa, con lo stomaco sotto sopra, un freddo polare addosso e un caldo infernale fuori, senza perdermi d’animo ho preso il bus che mi avrebbe portato in ostello, ma ero inconsapevole che prima di arrivarci, avrei dovuto camminare e non poco sotto al sole, infatti, seppur il posto dove alloggiare sia in posizione strategica per girare il centro storico, non lo è altrettanto per arrivarci dalla stazione degli autobus.

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Piccola parentesi: sarò sfigata io, ma le stazioni dei bus in Spagna sono tutte molto ma molto scomode! In periferia, squallide e decadenti, quindi occhio a controllare che ci siano i mezzi per arrivare dove volete alloggiare

Torniamo a Cordoba! Barrio San Basilio

Arrivo quindi al mio ostello, molto provata e l’unica cosa che voglio è rilassami un attimo, ma, se avete letto qui sapete che ho dovuto ricorrere ad un piano B.

Sono riuscita comunque a riprendermi dal viaggio e appena ho capito che la fame era più forte della stanchezza sono uscita alla scoperta del quartiere che mi ospitava: San Basilio, detto anche Barrio San Basilio.

Avendo io fame, ho pensato bene di infilarmi nella prima bottega/taverna che ho incontrato, così mi sono gustata un jamon serrano al bancone: delizioso e decisamente a buon prezzo! Poi rifocillata e operativa sono partita alla volta del centro, ma prima vi lascio qualche info sul barrio.

Mi avvio così verso il centro e vado subito a vedere i Bagni Arabi, un giro veloce, il biglietto costa 2,5 euro. Il sito è piccolo, ma molto interessante, viene spiegato il funzionamento dei bagni usati al tempo dei mori, con immagini e ricostruzioni.

Un buon modo per entrare in contatto con la città, ma proseguiamo!

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Un po’ di Storia: Barrio San Basilio

La prima cosa che si incontra camminando tra queste viette e l’antico Alcazar Vejo, una fortificazione di origine mussulmana delimitata a sud dall’Alcazar de Los Reyes Cristianos.

Il barrio di San Basilio, sito dichiarato Patrimonio Storico dell’Umanità dall’UNESCO, è un esempio unico di sviluppo urbano medievale in cui si distinguono le caratteristiche cristiane dalla parte islamica delimitata dalle mura romane.

In questo sito si mettono in evidenza la Puerta de Sevilla, Torre Balem e l’Arco della Caballerizas Reales.

Puerta de Sevilla è stata edificata con tutta probabilità in epoca cristiana, dato che sotto la dominazione araba non vi era ancora una via di accesso alla città che si affacciava sulla strada per Siviglia.

Probabilmente è stata costruita al momento della fortificazione muraria, ma i resti che sono oggi visibili risalgono solo al XIX secolo, quando venne completamente ricostruita. Due archi a ferro di cavallo segnavano l’ingresso alla città.

Tra i monumenti di rilievo di questo quartiere troviamo la Torre di Balém, una torre a pianta quadrata costruita in pietra calcarea che si sviluppa su due piani coperti da volte in mattoni a calotta semisferica.

Non è certo se la torre sia stata edificata in epoca musulmana a scopo difensivo o se sia successiva all’epoca cristiana.

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Mezquita Cordoba: dove andare a prendere il fresco

La mia idea per il pomeriggio era quella di visitare il più possibile cominciando dall’Alcazar, ma purtroppo era già chiuso, così, grazie ad un suggerimento da casa, mi sono diretta alla Mezquita. 

Rapida coda per recuperare il biglietto di ingresso, ho fatto quello che non prevede la salita alla torre, troppo caldo e troppi scalini!

La biglietteria, una volta entrati dall’ingresso principale, si trova nel portico opposto all’ingresso della Mezquita vero e proprio.

Che dire, è un posto incredibile!!

Sono entrata in un luogo davvero affascinante, accolta da una selva di piccole colonne, con archi dal gusto islamico, la luce soffusa, grazie a delle luci studiate, pare che le candele ancora illuminino questo luogo, è un susseguirsi di linee sinuose e precise, come in quadro di Escher, non so dove guardare, dove andare, così prima di perdere completamente la cognizione dello spazio mi armo di cartina.

La trovate appena entrati nel sito, c’è in tutte le lingue ed è gratis.

Con la mia bella mappa comincio ad esplorare questo posto godendomi la frescura e la pace che lo contraddistingue, infatti è quasi ora della chiusura e le grandi comitive sono già andate via.

Resto davvero incantata da tanta bellezza che non mi rendo conto che, svoltato un angolo, lo scenario è completamente stravolto, infatti mi si apre la navata di una cattedrale barocca, inondata di luce, tra marmi immacolati e ori luccicanti, in netto contrasto con quello che la circonda.

Un luogo con due anime che convivono e condividono lo spazio e il tempo, in questo periodo di intolleranza e violenza, questo posto mi fa riflettere, mi spiega come si possa convivere pur avendo fedi diverse…. Decido di sedermi a metà tra la mosche a la chiesa e leggo la sua storia…

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Un po’ di Storia: Mezquita Cordoba

(fonte www.viviandalucia.com)

La moschea di Cordoba fu costruita nel 785 d.C., era inizialmente costruita in 11 navate con capitelli in stile romano e visigoti, all’interno il cortile degli Aranci. Lo stile adottato per la costruzione degli archi fu quello ogivale, questo fu adottato poi come simbolo dell’architettura musulmana. Dopo la morte del sultano Abderraman I, al quale si attribuisce la costruzione della mezquita di Cordoba, il figlio Hixen I fece costruire il primo minareto della struttura con pianta quadrangolare.

La prima modifica della moschea fu però attribuita ad Abderman II, intorno al 821 il sovrano decise di ampliare la sala dell’orazione costruendo l’attuale Puerta di San Esteban, in pieno stile cordobese e visigota. Fu il successivo sovrano, nel X secolo a ampliare ancora la Mezquita ed a costruire un secondo minareto. Gli archi della struttura furono rinforzati e alla moschea furono aggiunti 12 nuovi elementi, avvicinandola addirittura al fiume Guadalquivir.

Nel 987 d.C. fu realizzata la terza e ultimo ampliamento della moschea-cattedrale di Cordoba, con un l’aggiunta di 8 navate.

La particolarità della struttura è sicuramente la cattedrale presente all’interno, infatti proprio al centro della Mezquita troviamo un santuario cristiano costruito su commissione del Vescovo del Duomo.

La curiosità è che Carlo V non apprezzò affatto le modifiche affermando che erano riusciti a rovinare una grande opera d’arte, trasformandola in qualcosa che era facile da trovare. La costruzione di una cattedrale all’interno della Moscheaa è sicuramente il simbolo della vittoria del Cristianesimo sull’Islam nella regione andalusa, che offre tantissimi monumenti che hanno avuto una storia simile come la Giralda di Siviglia.

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Alcázar de los Reyes Cristianos: un giardino incantevole

La serata l’ho trascorsa facendo un ottima cena in uno dei ristoranti vicini all’ostello (trovate l’indirizzo qui) e facendo quattro passi nei dintorni, ma senza esagerare.

La mattina dopo, nottataccia però, mi sono concessa una lunga colazione e poi sono partita per la visita del Alcázar de los Reyes Cristianos. 

Sono arrivata presto e non c’era praticamente nessuno, quindi ho fatto il biglietto in modo veloce e mi sono goduta la visita.

Diciamo che il palazzo in se non ha nulla di particolare, ma come ho imparato durante il viaggio, i giardini sono sempre il pezzo forte. Anche qui è un susseguirsi di fontane, piscine, fiori profumatissimi e alberi di arance traboccanti di frutti.

E’ davvero piacevole passeggiare in questo paradiso, soprattutto quando si riesce a godere di un po’ di solitudine, senza la calca dei turisti.

Ho passeggiato in questi giardini tutta la mattina, anche se il sito non è enorme e basta un’oretta.

Un po’ di storia: Alcázar de los Reyes Cristianos

L’Alcazar è un palazzo-fortezza costruito nel 1328 da Alfonso XI sul luogo in cui sorgeva un antico palazzo arabo.

L’Inquisizione iniziò ad utilizzare l’Alcàzar come una sua sede nel 1482, e convertì gran parte della struttura, tra cui i bagni arabi, in camere per torture e interrogatori. L’Inquisizione mantenne qui un tribunale per tre secoli.

All’interno di questo luogo (nella torre del Homenaje) nell’anno 1486 Cristoforo Colombo chiese i fondi per l’avventura marittima verso le Americhe. Qui nacque l’InfantaMaria, la futura regina del Portogallo.

Dopo la campagna di Granada e la conclusione delle campagne contro i musulmani in Spagna, Ferdinando e Isabella cedettero il palazzo alle autorità ecclesiastiche, che lo convertirono nel Tribunale del Santo Uffizio.

L’Alcàzar fu utilizzato come presidio per le truppe di Napoleone Bonaparte nel 1810. Nel 1812, in seguito all’abolizione dell’Inquisizione con l’introduzione della Costituzione spagnola, il palazzo si trasformò in un carcere civile fino al 1931 per poi essere utilizzato a fini militari fino al 1955, quando venne ceduto all’Ayuntamiento (municipio) di Cordova.

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Destinazione Siviglia!

Il mio tempo a Cordoba finisce qui, infatti alle 16 ho un nuovo bus da prendere per tornare a Siviglia, dove passerò gli ultimi giorni andalusi.

Recupero il mio zaino e cerco il bus che mi riporta alla sperduta stazione, dove mi godo il fresco dell’aria condizionata, cosa che non ci sarà sul bus però…

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4 Comments

  • Reply
    Silvia Demick
    27/06/2017 at 7:32 PM

    Hai fatto un giro incredibile in un tempo relativamente breve, per cui complimenti non solo per la pianificazione delle tappe e degli spostamenti, ma anche per la forza che hai avuto nel rispettare tutti i programmi nonostante le difficoltà!
    Mi sembra comunque che la bellezza dei posti che hai visto ti abbia ripagato delle fatiche.
    Buona serata ❤️

    • Reply
      Sandra
      27/06/2017 at 8:42 PM

      Ciao Silvia! Quando parto vado come un treno, perché sono talmente curiosa e voglio vedere il più possibile. Nei prossimi giorni andiamo a Siviglia!

  • Reply
    Guglielmo
    28/06/2017 at 12:05 AM

    Buon proseguimento…e complimenti per le descrizioni! 🙂

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