Europa Programma Romania Viaggio di gruppo

Romania on the road: sulle orme di Dracula

Post aggiornato, ma si riferisce ad un viaggio del 2011, ma visto che la Romania è una destinazione che va molto ve lo ripropongo aggiornato con foto!

Finalmente ho un momento per aggiornare il blog con il viaggio dell’estate 2012. Il diario che segue non l’ho scritto io, ma uno dei miei compagni di viaggio… buona lettura!

Quest’anno avevamo pensato di andare negli USA per fare la mitica Route 66 by car, poi qualcuno del gruppo si è concesso ferie in Cina a condizioni favorevolissime e ha disertato, quindi abbiamo ripiegato su un giro che volevamo fare da tempo ma ci è sempre sembrato troppo impegnativo per un week-end: la Transilvania.
Facendo qualche ricerca su internet e leggendo i commenti di chi c’era già stato pensiamo che una decina di giorni possano bastare per vedere tutto quello che ci può interessare (in realtà scopriremo poi che sarebbero bastati anche un paio di giorni in meno) e, dato che abbiamo 2 settimane di ferie e vogliamo sfruttarle tutte aggiungiamo in fondo tre giorni in una capitale europea che ancora non abbiamo visitato: Vienna.
Partiamo io (Andrea), Claudio e Sandra (in rigoroso ordine alfabetico).

11 AGOSTO –  ROMANIA ARRIVIAMO!

Volo Carpatair per Timisoara, partenza da Orio al Serio, arriviamo in perfetto orario, l’aereo è un Fokker quasi nuovo.
Dall’aeroporto al centro città ci sarebbe l’autobus N. 4 , peccato che nei giorni festivi (Sabato e domenica) riduca drasticamente il numero delle corse, sono le 13,30 e la prossima corsa sarebbe tra 3 ore, optiamo per un taxi.
Facciamo molta attenzione ad ogni gesto del tassista e al fatto che attivi il tassametro messi in guardia da altrui esperienze ma il nostro tassista oltre che simpatico fa tutto alla perfezione, il centro città è a 11Km dall’aeroporto, all’arrivo ci consegna un dettagliato scontrino elettronico che riporta tutto: percorrenza, tariffa/Km, soste, totale 43 lei = 9,25 euro !
Abbiamo notato che in Romania i taxi hanno affisso sulle portiere la tariffa al Km , di solito varia tra 1,39 (Bucarest) e 3,9 lei al Km prezzi più che abbordabili rispetto all’Italia.
Avevamo prenotato l’Hotel Central, che è davvero in centro. Pulito ed essenziale ma confortevole, la colazione è un po’ improvvisata (con le brioches confezionate del supermercato…) anche se permette di scegliere fino a 5 articoli da un ampio menu, a 35€ la doppia direi che ci può stare. Timisoara ha lasciato sensazioni diverse, a me è piaciuta, Sandra e Claudio sono entrati in “modalità tristezza” dopo mezza giornata quando hanno scoperto di aver visto quasi tutto quanto c’era di interessante. Usciamo in Piazza della Vittoria, molto bella con al centro bistrot e ristorantini, ai lati tanti edifici in stile davvero belli , da un lato si arriva alla splendida cattedrale ortodossa, vale una visita anche l’interno. Ci portiamo verso la piazza centrale della città vecchia a Piazza Unirii dominata ai lati opposti dalla cattedrale cattolica e dalla chiesa ortodossa serba che purtroppo è in restauro e coperta da impalcature. Anche questa ampia piazza, su uno dei cui lati il pomeriggio si tiene un mercatino di antiquariato e cianfrusaglie, è molto suggestiva, soprattutto alla sera quando è tutta illuminata.
Per la prima cena in Romania scegliamo un ristorante dal nome italiano : Intermezzo , proprio ad un lato della piazza. Discreta qualità e buoni prezzi, la pasta e la pizza non erano male , Claudio si è avventurato su un fritto misto che ovviamente era gustoso come una tegola con sopra la sabbia.
omania-timisoara.jpg

12 AGOSTO

Da casa abbiamo prenotato pochissimo proprio per avere poi massima libertà di scelta e di movimento, però le prime due notti a Timisoara mi sembravano da fissare, in mezza giornata non sapevamo cosa saremmo riusciti a vedere soprattutto in caso di imprevisti, invece essendo andato tutto liscio e data la dimensione ridotta della città ci siamo trovati a dover progettare il secondo giorno. Iniziamo con una breve visita al centro commerciale Julius Mall, dove ho potuto testare le inquietanti poltrone massaggio che “massaggiano” con un po’ troppa energia e ad un certo punto ti sembra di stare su una bici che ha perso il sellino… con un balzo ho interrotto la tortura, ma chi le ha progettate ‘ste robe? Entriamo nel parco cittadino e vediamo un noleggio di biciclette, è la soluzione ideale perché potremo girare rapidamente il resto della città. Durante il nostro vagare ci siamo imbattuti in folcroristico matrimonio rumeno (o gitano?), palazzo in stile arredato e addobbato in modo vistoso, vistosi i macchinoni da 100k € in su parcheggiati fuori, vistosi gli abbigliamenti dei partecipanti: le donne eleganti ed appariscenti, gli uomini… alcuni sembravano Don Johnson nella serie TV Miami Vice, altri presi dal set de “Il Padrino”. E’ partito un autentico corteo con gli sposi in testa, davanti vi erano degli sbandieratori con una bandiera della Romania e delle bandierine con sopra le foto degli sposi, non è finita… tre o quattro tizi filmavano e fotografavano tutto e uno che sembrava una specie di art director si arrampicava tra le travi del vicino giardino per guardare l’effetto e dare consigli su dove mettersi per le foto. Dopo qualche ulteriore giro abbiamo restituito le bici e siamo andati a cena nello stesso posto di ieri sera.

13 AGOSTO

Prima di partire avevo dato un’occhiata alle tariffe degli autonoleggi e in particolare a quali dessero la possibilità di ritirare l’auto in una città e di riconsegnarla in un’altra, cosa che a noi tornava molto comoda, poi non ho prenotato proprio per avere massima libertà di scelta sulle date una volta sul posto. Col senno di poi è stato uno sbaglio, la Avis non aveva più macchine disponibili, gli uffici Hertz erano chiusi e anche chiamando il numero sulla porta mi hanno confermato che quel giorno non facevano uscire auto, rimaneva la Autorom.ro una compagnia locale che ovviamente si è dimostrata molto più costosa della Avis che avevo visto su Internet. Innanzitutto hanno preteso 120 € di supplemento per il fatto che restituivamo l’auto a Bucarest, ci è sembrata una furbata ma purtroppo prendere o lasciare, ho contrattato sull’assicurazione completa aggiuntiva arrivando a 8 € al giorno contro i 12 € richiesti in partenza, alla fine una Golf (seminuova, 10.000Km percorsi) per 8 giorni con kilometraggio illimitato, il navigatore Gps (5 € al giorno) e tutte le assicurazioni del caso ci è costata circa 600 €, tutt’altro che economica, conveniva alla grande prenotare da Internet, avevo trovato tariffe intorno ai 400 € pagando in anticipo e 450 € all’arrivo, quell’obolo per la restituzione in una città diversa ha fatto la differenza.
Preso possesso della nostra Golf ci siamo diretti verso Sibiu e qui è meglio fare una piccola parentesi sugli spostamenti in auto in Romania. Non pensate minimamente di calcolare il tempo che vi richiederà un viaggio secondo le medie italiane perché rischiereste di sbagliare tutto. Diciamo che la velocità media di un viaggio si attesta tra i 50 ed i 60Km/h, chiaro? Qui non esistono autostrade ma solo strade ad una corsia per senso di marcia (senza corsia d’emergenza tra l’altro), ci sono avvallamenti, dossi, curve e buche in continuazione , le strade sono strette e molto trafficate quindi guidare è impegnativo, dovrete essere abili nel sorpasso e molto ma molto ma molto prudenti perché qui con le regole sulla circolazione stradale non si scherza, quando meno ve lo aspettate ci sarà un’auto della polizia con il radar, e auto di pattuglia praticamente in ogni paese incontrato a farvi notare uno stop non rispettato o un sorpasso azzardato. I rumeni mi sono sembrati automobilisti educati e prudenti (anche se usano poco le frecce), ho visto file di auto fermarsi senza esitazioni ad un attraversamento pedonale posto al centro di un vialone trafficatissimo laddove in Italia , senza un semaforo, i pedoni per attraversare la strada avrebbero dovuto esercitarsi nel salto in lungo. Abbiamo incrociato pochi automobilisti spericolati , chissà perché la maggior parte avevano targa italiana . La qualità della viabilità sicuramente migliorerà negli anni perché abbiamo viaggiato su intere strade nazionali in rifacimento ma ci vorrà del tempo, per ora i lavori rallentano ulteriormente il traffico e l’insicurezza della viabilità. Questo vi spiegherà come mai per coprire i 260Km da Timisoara a Sibiu ci siano volute 5 ore, all’attraversamento di un paese c’erano 2km di coda. Arriviamo a Sibiu nel primo pomeriggio, vediamo un’Hotel Ibis vicino a quello che è indicato come centro cittadino, c’è il parcheggio davanti e ci dirigiamo li senza esitazioni. Camera doppia 49 € senza colazione (10 € se vuoi), camera comoda e pulita. Sibiu è molto carina, ha un’ampia zona pedonale piena di ristoranti con gazebo all’aperto e poltroncine in vimini, negozi e vie strette. Cominciano a farsi ricorrenti i bellissimi palazzi evidentemente vittime dell’incuria e del budget limitato per la ristrutturazione che perdono pezzi di intonaco, un vero peccato perché anche così hanno un certo fascino, messi a posto sarebbero splendidi. Una caratteristica dell’architettura della zona sono le finestre delle mansarde a forma di occhio con le piccole tegole a seguirne il contorno , davvero intriganti perché sembrano ricambiare il tuo sguardo.
Il nostro giro ci ha portati nella piazza centrale, all’interno della bella cattedrale con le colonne in marmo rosa e poi giù per una stradina con un ponte in ferro adorno di fiori, tutto molto rustico ma aggraziato. Visitiamo poi la cattedrale ortodossa, molto bella soprattutto all’interno con tutte le pareti dipinte e la disposizione tipica di queste chiese senza sedie in mezzo alla navata centrale ma solo un ampio spazio illuminato da un enorme e sfarzoso lampadario.
Per cena seguiamo una delle indicazioni della Lonely Planet e andiamo al ristorante Crama Sibiul Vechi: vi si accede scendendo una rampa di scale dalla porta che da sulla strada, ci siamo trovati in quella che in origine doveva essere una lunga e spaziosa cantina , poi riadattata a ristorante. Claudio ci fa notare che in Italia un posto così forse non potrebbe esistere per via delle nostre leggi antincendio (o forse si, chi può dirlo…), a noi piace molto, soffitto a volta un po’ basso magari ma molto d’atmosfera, pareti con mattoncini, broccati alle finestrelle, camerieri in costumi tipici bianchi, insomma di un certo fascino. Si mangiano piatti tipici rumeni fatti in modo dignitoso e nulla più , il gulash non era male, la mia grigliata di carne piuttosto ordinaria ma giustamente, non è che fossero piatti in cui ci si potesse aspettare chissà quale fantasia no? Il prezzo assolutamente alla portata dei più: 13 € a testa bevande incluse. Da un angolo della sala la cena viene allietata da un violinista ed un chitarrista che eseguono quelli che probabilmente sono ballate locali.
romania-sibiu.jpg

14 AGOSTO

Dopo aver fatto colazione per le stradine di Sibiu comprando brezel e frittelle riempite, a seconda dei gusti, con cioccolato o marmellata di lamponi, partiamo per Sighisoara, la città natale del conte Vlad Tepes, universalmente noto come Dracula. Lungo il tragitto facciamo tappa alla chiesa fortificata di Biertan, imponente dall’esterno , si possono visitare gli interni sia della chiesa che delle stanze che ripropongono la disposizione dei mobili e gli oggetti di questi luoghi sorti a partire dal tredicesimo secolo, si tratta di luoghi ora divenuti Patrimonio dell’Unesco. Lungo la strada non è raro vedere pali della luce sulla cui cima delle cicogne hanno fatto il loro nido, attraversiamo una serie di paesini di casette basse con tetti di paglia o di alluminio, le persone passeggiano tranquillamente accanto alla strada in abiti da campagna, si incrociano spesso carretti trainati da cavalli che portano legna o fieno.
romania-biertan.jpg
Raggiungiamo Sighisoara nel primo pomeriggio, dopo un veloce ristoro ad un pub sulla piazza centrale (dove si parcheggia con il “gratta e sosta” come a Milano), ci dirigiamo alla volta della antica cittadella, la parte più caratteristica. Le auto pagano un ingresso di 15 lei al giorno e c’è tanto di casello con relativa sbarra a regolare l’accesso. Il nostro hotel, Casa Wagner si trova proprio all’inizio della cittadella, spendo subito due parole positive per le camere molto caratteristiche arredate in stile antico ed affacciate su un patio, sono ampie e pulite non c’è l’aria condizionata ma date le temperature qui non serve, pollice verso per il relativo ed omonimo ristorante in cui abbiamo cenato la sera: porzioni microscopiche e piatti insapori a parte quantità devastanti di pepe (in tre abbiamo preso tre cose diverse e tutti siamo rimasti delusi), tra l’altro nemmeno economicissimo, se volete fermarvi a dormire l’hotel va benissimo per mangiare andate altrove
La cittadella ha certamente un certo fascino, ha una piazza centrale e su uno dei lati domina la torre dell’orologio che abbiamo visitato per vedere il panorama dall’alto, molto carina l’idea di mettere sul davanzale in legno della torre da cui ci si affaccia varie targhe che indicano la direzione di famose capitali europee e mondiali con la loro relativa distanza da Sighisoara, scopriamo di essere a 1096Km da Roma e solo 221Km da Bucarest; di sera la torre è illuminata così come le varie piazzette. Diciamo che in una giornata si può visitare Sighisoara senza perdersi niente, abbiamo visto il museo delle armi e quello delle torture con un biglietto cumulativo, quest’ultimo non vale la spesa, trattasi di uno stanzone con un paio di manette, qualche stampa d’epoca, cose viste in altri luoghi ameni del genere, niente di veramente interessante.
sighisoara.jpg

15 AGOSTO

Decidiamo di rimanere a Sighisoara per 2 notti e il secondo giorno andiamo a visitare la chiesa fortificata di Viscri, lungo il percorso vediamo un castello che si staglia sulla cima della collina, ci fermiamo a chiedere informazioni su come raggiungerlo e ci indicano un sentiero che parte accanto ad una chiesa. Dopo aver attraversato un piccolo ponte coperto sul fiume ed aver fatto una discreta arrampicata raggiungiamo il castello: ormai ne rimangono solo le mura esterne e un inquietante pozzo scoperto al centro del cortile, nascosto quasi interamente da un albero piegato. Raggiungiamo la chiesa fortificata di Viscri , in pratica una grande chiesa con attorno uno cortile e alte mura di recinzione, sembra un minuscolo villaggio ancora ben conservato contanti utensili ed attrezzi di inizio secolo. Rientriamo a Sighisoara nel pomeriggio e ci concediamo uno spuntino al Casa Vlad Dracula, uno dei pochi posti qui che portino il nome del famoso conte. Siamo accaldati e preferiamo mangiare nel cortile all’aperto, buttiamo un occhio alla sala interna: sembra la sala da pranzo del conte Dracula in uno dei suoi film, molto suggestiva. Ci aspettavamo una “trappola per turisti” invece si mangia dignitosamente e anche le porzioni non sono male.
La nostra cena terribile , ma non per il cibo tutto sommato buono, sarà questo in Ferragosto rumeno, infatti aspetteremo le nostre portate per oltre un’ora. Non fosse stato per le birre già al tavolo e la stanchezza avremmo ritenuto lecito alzarci e andare a cercare un altro posto, prendete nota: ristorante Concordia proprio sulla piazza centrale di Sighisoara city.
romania-vicri.jpg

16 AGOSTO

Vogliamo visitare i monasteri della Bucovina così partiamo di buon’ora data la distanza che ci separa dal più vicino (Moldovita) si aggira intorno ai 330Km. Il viaggio si rivela ancora più impegnativo dei precedenti a causa dei continui rallentamenti per i lavori stradali, si viaggia a senso unico alternato ma raramente l’accesso all’unica corsia transitabile è regolato da un semaforo o da due omini con le palette… no no no… spesso non c’è nulla e allora vige la regola non scritta (ma ampiamente seguita): il primo che imbocca la via nel tratto in cui si circola… passa! Quindi occhio, pazienza e sangue freddo, arriviamo a Moscovita dopo circa 7 ore appena appena “provati”, infatti in un paesino sperduto dove ci sono più buche che abitanti mi ferma la polizia. Indovinate un po’? Il limite era di 30Km/h, non ho osato chiedere a quanto andassi, non ci ho fatto caso perché non c’era intorno anima viva, solo il loro radar… i poliziotti sono molto cortesi ma inflessibili, mi spiegano la strada per il monastero e poi mi fanno una multa che mi aspetto salatissima: 70 lei=15€ … è andata di lusso! Pago e ripartiamo. Una cosa che lascia parecchio a desiderare in Romania sono le indicazioni stradali e anche quelle per i luoghi di interesse storico o paesaggistico, poche e a volte confuse.
Il monastero è molto bello, l’esterno è in fase di ristrutturazione, in pratica degli artisti locali stanno rifacendo le pitture murali in alcuni punti, dopo averne visto un altro e aver guardato alcune foto di quelli che mancano su internet decidiamo che sono tutti molto simili (quelli che abbiamo visto noi sembravano addirittura uguali se uno non fosse stato più rovinato all’esterno) e può bastare così anche perché le indicazioni per il monastero Sucevita dice 32Km di strada non asfaltata, anche no grazie!
La nostra guida ci consiglia, tra gli altri, il Residence Villa Elena. La stanza è spaziosa con un balcone sul cortile interno, non c’è colazione. Claudio si affretta a raggiungere il bagno dove avrà modo di apprezzare almeno 8 dei famosi 10 piani di morbidezza, eh problemi del viaggiatore… Ci guardiamo attorno e sembra di stare in Svizzera, infatti la mattina successiva troveremo una temperatura di 14° (il 17 Agosto…), ma tutto intorno abbiamo splendide montagne e tanti chalet in legno e mattoni. A parte la bellezza del paesaggio, molti ne approfittano per fare belle gite sui sentieri di montagna, intorno non c’è altro, il paese vicino non promette niente di entusiasmante, facciamo due passi e ceniamo al ristorante interno al Residence. Sala arredata con un certo stile ed eleganza, camerieri in livrea , assaggio una delle zuppe del posto servita in una terrina di pane a forma di pentola con tanto di coperchio e vado sul sicuro con una bistecca alla griglia. Tutto ok anche il conto.
omania-moldovita.jpg

17 AGOSTO

Usciamo e veniamo accolti da un’arietta frizzante che ci costringe a mettere una felpa, dato che il residence non include la colazione ci rechiamo alla vicina cittadina dove mangiamo delle brioches fatte con la pasta del brezel ma farcite alla vaniglia o al cioccolato, per me qualcosa di terribile, Claudio e Sandra non fanno una piega e non lasciano briciole, almeno il tè delle macchinette è bevibile. Risaliamo in macchina e ci dirigiamo a sud verso Brasov, durante il tragitto passiamo nei pressi dell’Hotel Dracula, un maestoso esempio di pacchianaggine, fateci un salto se avete un’oretta da dedicargli, ho letto che ha anche una cripta sotterranea, noi abbiamo tirato dritto.
Tutto sommato il viaggio verso Brasov procede senza troppi rallentamenti, arriviamo comunque nel primo pomeriggio, accanto alla città si staglia una montagna verso la cui cima campeggia la scritta Brasov in perfetto stile Hollywood.
Troviamo alloggio alla Pensiunea Curtea Brasoveana, 4 stelle con camera suite doppia a 260 lei colazione inclusa (55 €). La camera è uno spettacolo (a quella cifra in Romania direi…) , doppio letto matrimoniale con tanto di soppalco con il secondo letto. Angolo salotto, scrivania, balcone, bagno, doppio TV, aria condizionata, frigobar.
Brasov è considerato il centro più visitato della Romania, data la sua vicinanza ai castelli di Bran e Peles, ma non è che sia questo posto indimenticabile. Tra gli edifici di interesse c’è la Chiesa Nera, imponente costruzione in stile gotico che si trova poco prima della centralissima Piazza Sfatului, maestosa con la sua fontana al centro. Facendo due passi ci siamo imbattuti nella Strada della Corda (Strada Sforii), considerata la via più stretta d’Europa con i suoi appena 120cm di larghezza. Accaldati ci sediamo ad uno dei tavolini all’aperto di una enorme caffetteria (Importante: in Romania non si aspetta il cameriere che ti faccia accomodare, ci si siede, lui ti vede e ti porta il menu, funziona così), una donzella dall’aria annoiata ci porta i menù e sparisce, dopo mezz’ora buona non ricompare nessuno, altri avventori si guardano intorno spaesati, Ok stavolta ci alziamo e ce ne andiamo ! Detto e fatto.
romania-bran.jpg

18 AGOSTO

L’idea è di visitare in una giornata entrambi i famosi castelli della zona: Bran e Peles. Partiamo presto ed è una fortuna perché una strada interrotta manda in crisi il navigatore che cerca di farci passare per una strada non asfaltata, facciamo dietrofront e orizzontandoci ad intuito e con le scarne indicazioni stradali riusciamo ad imboccare la direzione giusta. Arriviamo a Bran piuttosto presto ma attorno al castello c’è già ressa. Cercate di arrivare prima delle 10 o troverete anche una coda allucinante per strada , noi quella l’abbiamo scampata ma all’ingresso inizia il delirio.
Il castello è piccolo, e direi anche piuttosto brutto ed insignificante ma è un’opinione solo mia, ai miei prodi compagni di viaggio è piaciuto. Sarà stata la calca da affrontare per entrare in ogni stanza a farmi andare in odio il posto, non potevi nemmeno girarti eri sempre circondato da una folla in stanze sempre piuttosto piccole, è stata la cosa più deludente del viaggio. Mi aspettavo qualcosa di suggestivo e vagamente misterioso, a parte la balconata che da sul cortiletto interno e un paio di torri niente di particolarmente accattivante. La posizione poi è davvero infelice, mezzo nascosto dal bosco, infatti era famoso per la sua inaccessibilità, si ma anche le foto vengono male oh! E poi ormai lo sanno tutti che da questo castello il Conte Vlad Tepes non è mai nemmeno passato…
Lasciamo Bran, io sono deluso come un bimbo che ha trovato il carbone sotto l’albero di Natale, e ci dirigiamo a Sinaia per vedere il castello di Peles: altra storia! Il castello è bellissimo già a 200 metri di distanza. Il cortile interno ha le pareti affrescate, anche qui si paga una tassa per fare foto e video, i furbi hanno vita breve perché viene dato un pass da appiccicare alla maglietta, la guida ha un’occhio di lince e se vede qualcuno fotografare o filmare senza pass sono momenti brutti…
L’esterno del castello è in stile bavarese, gli interni sono magnifici : legni ed intarsi pregiati, balaustre, scale, mosaici, un susseguirsi di stanze una più bella dell’altra. C’è la sala delle armi con il soffitto con intarsi in legno e le finestre dipinte, altre sale con stucchi pregiati e mobili d’arte, la collezione d’armi d’epoca è davvero imponente, l’atrio è uno spettacolo, la sala da pranzo non è da meno. Usciamo ancora abbagliati tanta meraviglia e facciamo qualche foto dal giardino dove spicca la statua di Carol I Hohenzolleren – il primo re di Romania, che volle costruire il castello secondo i disegni di un architetto austriaco. Poco distante dal castello di Peles si trova il castello di Pelisor, carino ma decisamente impallidisce al confronto del suo meraviglioso dirimpettaio.
romania-peles.jpg
Ci rechiamo alla antica cittadella, ai confini di Brasov, è molto meno affascinanante di quella di Sighisoara, l’ingresso reca marchiato l’anno di costruzione 1580. L’interno è un insieme di casette in calce bianca e stradine di acciottolato, si ha una bella vista su Brasov dove spicca la Chiesa Nera.
Rientriamo a Brasov e dopo una doccia andiamo a mangiare in una delle trattorie lungo la via che parte dal fondo di piazza Spatului , niente di indimenticabile (il posto si chiama Pizza Roma).

19 AGOSTO

Il terzo giorno a Brasov vogliamo utilizzarlo per andare a vedere la fortezza di Poienari, secondo molti il vero castello di Vlad Tepes. Per raggiungere ciò che rimane di questo castello ormai ridotto a mere rovine, dovrete prepararvi a salire ben 1430 gradini (contati uno ad uno) in un bosco per nulla fresco. Però la vista dalla fortezza in rovina vale la visita, all’ingresso spiccano un piccolo set per le esecuzioni con tanto di gogna, patibolo e ascia su un ceppo di legno , poi un paio di fantocci impiccati… una calorosa accoglienza non c’è che dire . Dentro non ci sono che pietre , si vede la valle sottostante ed un pezzetto della Transfagarasan road che porta fino a Pitesti.
Rientrando a Brasov allunghiamo la via e prendiamo la Transfagarasan road, un susseguirsi di tornanti, curve e controcurve, immersa nel verde, costeggia la montagna e permette viste mozzafiato, certamente è impegnativa ma la nostra fortuna deve essere stata l’averla percorsa in senso inverso a quello della massa di tour organizzati, il caos era in senso opposto, pullman inclusi, noi ce la siamo proprio goduta invece, inclusa qualche sosta nei punti più panoramici.
L’intermezzo tra le montagne è stato molto apprezzato ma ha allungato non poco i tempi di percorrenza, siamo a Brasov in tarda serata, una pizza veloce in Piazza e poi a nanna presto perché domani si parte per Bucarest.
romania.jpg

20 AGOSTO

Il giorno precedente avevo trovato il tempo di chiamare l’Ibis di Palatui Parlamentului per prenotare, non vorremmo arrivare tardi e dover peregrinare in cerca di un’hotel. La distanza non è elevata (circa 160Km) ma le strade sono quelle che vi ho già descritto, arriviamo nel pomeriggio. L’hotel si rivela una buona scelta per il servizio e le camere non per la posizione anche se a 10 minuti a piedi c’è la fermata della metro Izvor. La metropolitana è pulita ed efficiente e devo dire che sembra anche sicura perché a qualunque ora del giorno vedi aggirarsi tra i vagoni agenti della sicurezza in divisa e armati, grandi e grossi che non si guardano in giro con aria annoiata ma anzi sembrano scrutare con interesse ed attenzione l’ambiente circostante.
Bucarest è molto estesa e molto particolare nell’architettura, ha edifici enormi davanti a piazze infinite con al centro…il nulla, il Palazzo del Parlamento è dietro al nostro Hotel ed è impressionante per estensione, il secondo edificio governativo più grande del mondo dopo il Pentagono , l’immensa piazza davanti fa impressione, al centro vi sono dei posti auto, quasi tutti vuoti, un pò fa tristezza. Dalla piazza partono gli Champs Elysees rumeni con in mezzo alle vie le fontane, ognuna delle quali rappresenta una delle contee della Romania.Lasciamo i bagagli in hotel e decidiamo di riportare la macchina all’aeroporto un po’ prima di quanto concordato, chiamo la compagnia, il tizio che risponde mi da indicazioni dettagliatissime e rassicuranti : “ tu lascia la macchina al parcheggio partenze che poi passa un mio collega a prenderla…” Ah, sì, così? ma va? Ok ne riparliamo quando sono lì. Sulla strada verso l’aeroporto ci fermiamo all’Hard Rock Cafè per comprare un paio di quelle magliette “tamarrissime” che ci piacciono tanto e fare uno spuntino, alla rotatoria davanti all’aeroporto prendo il ticket per una seconda multa (2 in 24 anni in Italia, 2 in 10 giorni in Romania sarebbe stato un record!): a metà rotatoria c’è un “dare precedenza”, il tizio che arriva per immettersi nella rotatoria poco ci manca che scenda a spingere la sua auto, rallento per valutare la situazione e poi scatto via , dalla solita auto della polizia appostata mi fischiano, mi fermo e me la cavo con una ramanzina perché qui al dare precedenza sulle rotatorie ci si deve fermare del tutto non basta rallentare per lasciar passare. Il poliziotto è pure gentile e ci indica dove riportare l’auto.
Arrivo al parcheggio e si avvicina un tizio con il tesserino della compagnia, che controlla il pieno di carburante e la carrozzeria, mi firma i documenti e si porta via l’auto.
Cosa dire di Bucarest, avevo letto di una città brutta e da evitare, giudizi esagerati, vale una visita ma con i dovuti accorgimenti, non si può visitare passeggiando come gli altri luoghi della Romania in cui siamo stati. Cinquant’anni fa era chiamata la Parigi dell’Est per la bellezza dei suoi monumenti ed edifici e per i parchi, poi il regime Ceausescu, un terremoto e l’incuria dovuta magari anche ai pochi fondi a disposizione hanno visto distrutti alcuni palazzi poi mai più ricostruiti e lasciato a se stessi altri edifici molto belli. Il risultato è una città enorme con qualche bel punto di interesse ma difficile da visitare in poco tempo, i mezzi di trasporto sono efficienti ma poco capillari, abbiamo notato con un certo dispetto che ogni volta che prendevamo la metro la fermata più vicina a dove volevamo andare era a 2Km circa
Ci sono dei mezzi di superficie ma è difficile capire quale tragitto facciano, dopo aver passato un pomeriggio di sfiancanti camminate ci viene un’illuminazione : il bus a due piani del City Tour, con quello potremo vedere tutti i luoghi di interesse comodamente.
Un’altra considerazione va fatta sui prezzi, a Bucarest sono i più alti che abbiamo trovato in Romania, direi quasi allineati a quelli in Italia, questo un po’ in tutto dai trasporti ai ristoranti, lo stesso Hotel Ibis costa di più che a Sibiu per esempio.

21 AGOSTO

Iniziamo il City Tour, è composto da 14 tappe dove il bus si ferma e si può salire o scendere liberamente più volte, il biglietto si fa direttamente sull’autobus, costa 25 lei e dura tutto il giorno. Ti danno un’audioguida in inglese e puoi scendere a qualunque fermata per risalire al passaggio successivo. Si ha così la possibilità di visitare luoghi di interesse che richiederebbero altrimenti complessi e lunghi spostamenti: si passa dall’Arco di Trionfo (un rifacimento di quello parigino con tanto di viale stile Champs Elysee che i romeni ricordano continuamente essere 50cm più largo degli originali a Parigi…), al Palazzo del Parlamento , Revolution square, Union Square, l’Università e via dicendo. Riusciamo a visitare il museo contadino che in pratica è un grande parco all’aperto con all’interno case e strutture ricostruite per riprodurre le condizioni di vita della gente in campagna, sembra di camminare in un villaggio tra casette con i tetti di paglia, mulini, stalle, pozzi , una passeggiata rilassante e interessante. La temperatura a Bucarest è alta, 37° con una certa umidità, dopo aver fatto praticamente 4 giri fermandoci dove ci interessava per approfondire la visita o fare qualche foto con calma, siamo stremati, ci sediamo fuori dalla libreria Anthony Frost (45 Calea Victoriei), famosa per la sezione di lingua inglese. All’interno c’è un piccolo bar che serve bibite e gelati sui tavolini all’aperto, prendiamo una buonissima limonata fresca in caraffa e ci rigeneriamo.
Riprendiamo il city tour bus e torniamo in hotel, la cucina rumena è senza infamia e senza lode a mio parere, rispetto all’oriente per esempio ha molta meno fantasia ma almeno non si corre il rischio di morire di fame circondati da “prelibatezze” immangiabili per chi non ama osare. C’è parecchia carne soprattutto alla griglia, occhio alle loro salsine di panna o formaggio che accompagnano la carne (una specie di pannetta acida che mi ha creato qualche problema spiacevole…). Se proprio non sapete resistere e dovete mangiare pasta e pizza anche all’estero sarete facilmente accontentati e avrete ampia scelta di ristoranti italiani, nessuno di quelli da noi provati a parte il primo a Timisoara meritava menzioni nel bene o nel male, la pasta è troppo cotta e con panna e pepe a volontà qualunque sia il tipo di piatto (dalla boscaiola alla carbonara passando per la bolognese); la pizza buona è difficile mangiarla pure a Milano quindi non dovrei infierire, certo che chiamare pizza una cosa rotonda col Ketchup al posto del pomodoro richiede una discreta dose di sfacciataggine…(Sibiu), ma forse quella di Sighisoara (Pub Jo) con i 4 formaggi nell’ordine: pepe, taleggio, philadelphia, mister X… era peggio! Ma direi che queste considerazioni valgono un po’ per tutto il mondo, no?

22 AGOSTO – ULTIMO GIORNO IN ROMANIA

Avendo prenotato solo alcune parti del tour tra cui il volo per Vienna per il 23 Agosto, ci resta il 22 libero, che fare? Ci ricordiamo di essere in vacanza e rallentiamo i ritmi, colazione da Stabucks ,secondo Sandra l’unico posto sulla terra dove vale la pena fare colazione per assaggiare il frappuccino al caramello, per me solo il Mango Passion Fruit merita menzione (de gustibus), ma procediamo oltre…
Andiamo a visitare il Palazzo del Parlamento, si entra alle 10 ma la visita guidata inizia alle 11. Potete scegliere 3 tipi di tour: standard, standard + terrazza, standard + terrazza e sotterranei. Affascinati dalle dicerie sui famigerati sotterranei del Parlamento di Bucharest e incuriositi dai due tunnel semi-bui che arrivano ad un cancello sempre sorvegliato e dai quali esce un’aria fredda che contrasta con la canicola attorno…optiamo per la soluzione completa: Errore! In realtà dei sotterranei vi faranno vedere solo uno stanzone dove il custode appoggia la bicicletta quando arriva (Claudio docet) con qualche gigantografia dell’avanzamento lavori di costruzione del palazzo e basta, non siamo nemmeno nei sotterranei ma nel basement al livello del suolo. Evitate il tour del sotterraneo senza rimpianti, per il resto una visita la si può fare ma l’impressione è la stessa che lascia Bucharest, una grandezza eccessiva, e tempi lunghi: la visita di tutto dura circa due ore
Certo la descrizione della guida relativamente ai materiali, alle dimensioni, al tempo e alle risorse umane e finanziarie impiegate per costruirlo è interessante e sotto certi aspetti scioccante, la classica “cattedrale nel deserto” troppo sfarzosa, troppo grande e probabilmente inutile, visto che, se ho ben capito, ora è solo poco più di un’attrazione turistica.
Facciamo tappa al vicino Hotel Ibis (49 € la doppia colazione esclusa) per una rinfrescata sotto la doccia e poi via di nuovo a spasso, è il famigerato momento dei souvenirs, quella simpatica abitudine per cui a volte si comprano cose che di tipico del luogo hanno ben poco purtroppo. Entriamo in un enorme centro commerciale vicino a piazza Ulirii , non c’è nulla di utile alla causa e allora via per il centro, ci sono alcune viette interessanti piene di piccole birrerie, sorseggiamo un’improbabile birra al limone su una panchina e dopo qualche altro giretto optiamo per la cena in un ristorante italiano (?) della zona, Buongusto mi pare si chiami, che si fa notare per essere pieno di avventori. Siccome ci piace farci del male andiamo su pasta, ravioli e pizza ma finalmente troviamo piatti all’altezza, i miei ravioli al salmone erano ottimi, con pezzetti di salmone sia nel ripieno che nel sughetto, la pizza più che dignitosa, il servizio un po’ così (al terzo tentativo siamo riusciti a farci portare tre bicchieri con le tre bottiglie d’acqua) ma il cameriere era davvero simpatico nei suoi strafalcioni, comunque nel complesso un buon posto.
Il 23 agosto partiamo per Vienna e qui trovate il seguito.
Facciamo un bilancio
La Romania è carina, in alcuni punti suggestiva, con una vita rurale ancora diffusa e tanta campagna popolata. Il mito del conte Dracula lo hanno creato forse gli americani e noi in Europa l’abbiamo coltivato, ho avuto l’impressione che ai rumeni del temibile conte non freghi più di tanto, anche a livello marketing ne sfruttano il mito il minimo indispensabile. La Romania si è affacciata fuori da una terribile dittatura da un paio di decenni soltanto, ha bisogno di tempo per fare del turismo una voce importante e offrire strutture e servizi all’altezza, in particolar modo le condizioni delle strade, l’impressione è che ci stiano lavorando parecchio, il fatto che in molti posti si trovi qualcuno che parla l’inglese o addirittura un perfetto italiano è già un’ottima cosa. Tutto sommato mi è piaciuta, mi aspettavo maggiori difficoltà invece è andata bene.

You Might Also Like

1 Comment

Leave a Reply

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: