Austria Europa Programma Viaggio di gruppo Vienna

Vienna e le sue bellezze asburgiche

Dopo aver lasciato la Romania, (qui trovate il diario dettagliato), partiamo alla volta di Vienna dove arriviamo in perfetto orario nonostante il brivido!

23 AGOSTO –  DIREZIONE VIENNA

Il mattino abbiamo il volo Air Berlin (co-sharing Nikki Air), tutti convinti si parta alle 13, a due passi dall’aeroporto mentre siamo sul taxi mi viene un dubbio, controlliamo e il volo parte un’ora prima, Panico!
Per fortuna sono le 11, facciamo il check-in per ultimi probabilmente ma almeno non abbiamo il tempo di girovagare come amebe per l’aeroporto, il volo parte e arriva in orario. In aeroporto a Vienna prendiamo il CAT, il treno diretto dall’aeroporto al centro città, in 16 minuti siamo in centro, il biglietto lo avevamo acquistato scontato da casa tramite City Cards Italia ma si può fare alle macchinette automatiche in pochi secondi, poi cambiando un paio di metrò arriviamo all’Hotel Novotel Suite Messe, la fermata della metrò è a 50 metri dall’Hotel, fa caldo ma decisamente molto meno che a Bucarest. La camera è spaziosa e comoda, la Tv ha una scelta di canali ampia e anche una sezione cinema in italiano con una ventina di film tra classici e ultime visioni offerti in visione gratuita, va bene che siamo qui per vedere Vienna e non la Tv ma non si sa mai.
Molliamo i bagagli e ci dirigiamo al Prater (1 fermata di linea rossa), con una certa amarezza scopriamo che questa comodissima linea il mese di agosto funziona solo a metà (le fermate nella zona sud sono soppresse…), questo nei giorni successivi ci costerà una serie di cambi di linee per i nostri spostamenti. Abbiamo la Vienna Card con cui si viaggia su tutti i mezzi senza limitazioni e inclusi vi sono alcuni sconti, se avete intenzione di visitare musei e parchi a volontà ne vale la pena altrimenti no, gli sconti sono bassi (nell’ordine di 1 € su 20 del prezzo intero) e solo accumularli fa veramente risparmiare rispetto ad un semplice biglietto di tre giorni per tutti i mezzi di trasporto e basta. La metro viennese è puntuale, pulita e abbastanza capillare nelle fermate.
Prima di entrare al Prater ci rifocilliamo con un bell’hot-dog con wusterl e birra, energie per affrontare il resto del pomeriggio
Il Prater per me è stata una piccola delusione, Vienna è bellissima e spesso viene identificata con quello che in fondo ormai non è altro che un grande parco giochi…saliamo sulla ruota panoramica che lentamente fa un giro completo, bella la vista sulla città ma poca emozione.
Il resto è un susseguirsi di giostre e ristorantini semivuoti, ci lasciamo convincere da Sandra a salire sul canotto che poi precipita verso il basso in un percorso a spirale, dove il peso elevato dei componenti la nostra ”vettura” (noi tre più una famigliola austriaca) ne fa aumentare la velocità di rotazione mentre scende, alla fine Claudio mette i piedi a terra e gli gira un po’ la testa, la mamma della simpatica famigliola che era su con noi è pallida come un muro appena imbiancato. Non contento salgo sul treno che fa un doppio giro della morte ad alta velocità, è inutile dire che passo metà del percorso con gli occhi chiusi creando coloriti neologismi in tra italiano, inglese e tedesco, e l’altra metà a cercare di appoggiare di nuovo la testa all’indietro. Alla fine del percorso Sandra scende allegra, soddisfatta e fresca come una rosa, io sono la via di mezzo tra l’uomo e lo Zombie, con un leggero vantaggio per quest’ultimo, noi uomini duri.
Alla sera facciamo una passeggiata per il centro, qui urge un chiarimento, dico centro ma in realtà ci è capitato di seguire un percorso fino ad un certo punto e poi di divagare perché attirati da un bell’edificio o chiesa a cui immancabilmente ne seguiva un altro, fino a ritrovarci tre ore dopo dall’altra parte della città, stanchi ma affascinati. Cerchiamo un posto carino dove cenare, passando davanti ad un piccolo ristorantino colorato di verde ci assale un delizioso profumo di aromi e carne alla griglia, 10 secondi dopo siamo seduti i tavolini all’aperto davanti al menù. Dalla schnitzel al cordon bleu, alle patate con pancetta e cipolle , alla mia bisteccona alla griglia con patate al forno su letto di peperoni alla griglia era tutto buonissimo, il conto assolutamente onesto considerando che abbiamo preso tutti un entree e un piatto principale e bevuto 6 acque minerali in tre più birra e coca cola (circa 28 € a testa). Alla consegna del conto ci tengono a farti sapere che il servizio non è incluso, è buona norma lasciare una mancia del 10% dell’importo.
La sera il nostro peregrinare ci porta nel quartiere dell’Hofburg che prende il nome dal complesso del palazzo imperiale dell’Hofburg (residenza invernale degli Asburgo), la facciata è illuminata ma ci ripromettiamo di visitarlo nei giorni successivi alla luce del sole , camminiamo verso la Metro e in poco tempo arriviamo davanti al Museo dell’Albertina e all’Opera di Vienna da lì rientriamo in Hotel. Rientrati in Hotel ci guardiamo un film tra quelli nella sezione cinema e poi tutti a nanna, domani si va a Schonbrunn.

24 AGOSTO

Sveglia alle 7,30, ci prepariamo e via per Schonbrunn, c’è la fermata della metro a poche centinaia di metri dall’ingresso del castello, da dove siamo noi occorre fare due cambi di linea ma ci si arriva comodi in meno di mezz’ora, Sandra fa colazione in un baretto all’ingresso mentre io e Claudio eroicamente ci rechiamo alla biglietteria. Il controllo all’ingresso è di tipo aeroportuale, si lascia il passaporto e ti viene dato un pass da mettere al collo, si passa per un metal detector per la verità settato alla buona perché mi sono dimenticato addosso la cintura che di solito fa suonare tutto e questo non ha fatto un bip…
Non si possono fare foto ed è un peccato perché gli interni sono molto belli e attraversano una parte della storia d’Austria con una certa predilezione ovviamente per l’Imperatore Francesco Giuseppe e la consorte Elisabetta, divenuta famosa con il nome di Principessa Sissy. La Gran Galleria, una immensa sala utilizzata per i banchetti ed i ricevimenti di stato è qualcosa di spettacolare per ampiezza e sfarzo
Dopo la visita agli interni, supportata da una utile audioguida in italiano, abbiamo visitato i giardini ed il belvedere, dalla cima del quale si dominano i giardini ed il castello. Il famoso labirinto è intrigante se visto dall’alto, non ha nulla di preoccupante relativamente alla facilità con cui si trova l’uscita. Il roseto accanto al palazzo è molto carino.
All’interno del belvedere c’è un piccolo cafè dove ci siamo concessi una bibita ed una fetta di torta per riposarci.
Torniamo verso l’hotel con la metro, decidiamo di andare a visitare il museo di storia militare, Heeresgeschichtliches Museum, Arsenal, Objekt 1, ci si arriva con un tram, molto curioso il fatto che qui i tram abbiano una vettura che viene trainata da quello che a Milano sarebbe un normalissimo tram, in questo modo ci sono due vetture.
Si paga l’ingresso 3,30€ (con lo sconto della Vienna Card) più un sovrapprezzo per le foto (1,50€), le stanze sono molto curate con uniformi, carteggi, armi, pezzi di artiglieria delle varie epoche e guerre. In alcune sale sono esposti mezzi di trasporto e mitragliatori, alcuni in un perfetto stato di conservazione, altri contorti ed arrugginiti, segno che sono stati recuperati in qualche modo. E’ il caso di un pezzo di sottomarino tutto arrugginito ma inquietante, posto al centro di una sala, con attorno una scala ed un soppalchino da cui si può guardare dentro la torretta (non so come si chiami questa parte del sommergibile) dall’alto per vederne l’interno. C’è un cortile pieno di carri armati ancora in ottimo stato di conservazione, enormi e freddi, quasi un monito alle future generazioni, poi un cortile con degli aerei e un capannone pieno di cannoni. Peccato che le sale relative alla prima guerra mondiale fossero chiuse per il riallestimento della relativa esposizione, in realtà era la parte che ci interessava maggiormente e siamo rimasti un po’ delusi.
Uscendo ci siamo recati al Castello di Belvedere, ammetto una piccola colpa, ne io né Claudio avevamo voglia di vedere quadri, così non siamo entrati e ci siamo limitati a visitarne i giardini, “Il Bacio” di Klimt aspetterà un’altra occasione tanto ci siamo riproposti di tornare a Vienna a breve per approfondire un po’ alcune cose.
Mentre mi dirigo verso il fondo del parco Claudio e Sandra stramazzano su una panchina e lì rimangono in stato semi-vegetativo fino al mio ritorno dal giretto con foto, il parco è molto bello così pure le fontane che lo adornano ma il sole “picchia” non poco , ritorniamo verso l’hotel per darci una rinfrescata.
Ceniamo in un ristorante austriaco lungo una delle vie laterali (il locale si chiama Morris), io ho saltato il pranzo (tranne la fetta di torta in tarda mattinata…) quindi mi butto su Knodel e gulash, buonissimi. La schnitzel di Sandra è di buone dimensioni, anche Claudio apprezza il suo piatto tipico di cui non ricordo il nome.
Un appunto: abbiamo letto su tante recensioni il nome del famoso ristorante Figlmuller dove si mangia la schnitzel più grande di Vienna, in realtà sono due ristoranti uno in un vicolo a destra della strada principale e un altro sulla via stessa, ho provato a telefonare per prenotare già dal venerdì ma fino a Domenica mi ha detto che erano pieni, “al massimo vi mettete qua fuori e aspettate…” l’abbiamo fatto una volta giusto per provare e avremo avuto davanti 15 persone, improponibile (per me…) e abbiamo mollato il colpo, se volete venire qui prenotate da casa qualche giorno prima tanto parlano un ottimo inglese.

25 AGOSTO

La mattina andiamo a visitare la torre di Vienna, abbiamo il biglietto cumulativo con quella della ruota del Prater e lo cambiamo all’ingresso. Per arrivare alla torre si passa dal nuovo quartiere tecnologico Austria Center e poi attraverso un ampio parco , due ascensori portano fino a 165 metri di altezza dove c’è il ristorante che ruota , siamo subito scesi alla terrazza a 150 metri dal suolo e da li si possono fare bellissime foto, il panorama è splendido a 360°
Rientrati al centro di Vienna andiamo un po’ a spasso, passiamo di nuovo dall’Holfburg,dietro in Piazza degli eroi, poi i Musei ebraico e di Storia naturale per arrivare al magnifico Palazzo del Parlamento e poi allo stupendo Rathaus, peccato che d’estate nella piazza davanti a quello che è il Municipio di Vienna vengano tenuti una serie di spettacoli, oggi davanti alla facciata dell’edificio è appoggiato un enorme schermo tipo cinema che deturpa in modo osceno uno dei punti più belli di Vienna, che rabbia.
Ritorniamo verso il centro passando dall’Opera e poi da Stephenplatz ed entriamo nella Chiesa di Santo Stefano, molto bella sia fuori che all’interno. Dalla piazza ci muoviamo sulle vie intorno, impossibile ricordare i nomi di tutte le vie e di tutti gli edifici, le statue, è un semplicemente un dedalo di bellezza, in un attimo è arrivata sera. Ceniamo nel nostro fidato ristorante austriaco Morris.

26 AGOSTO

È domenica, il nostro ultimo giorno a Vienna, con la metro arriviamo a Swedenplatz, dove c’è l’attracco dei battelli che fanno il giro sul Danubio, uno porta addirittura a Bratislava in un’ora, purtroppo ci siamo alzati tardi e la prima corsa (alle 8,00) è già partita, l’altra alle 12,30 lascerebbe troppo poco tempo per una seppur breve visita di Bratislava. Mentre decidiamo sul da farsi incomincia a piovere con insistenza, così optiamo per un più tranquillo city tour con il pullman coperto (ma senza vetri laterali). Il tour costa 20 € a testa (19 con lo sconto Vienna Card) se fai tutti e tre i percorsi (City-rosso, Danubio-blu e Schonbrunn-verde). Dato che della city avevamo visto praticamente tutto quanto ci viene riproposto qui, abbiamo particolarmente apprezzato il giro fino al Danubio, sul percorso si incontra la bellissima cattedrale di San Francesco d’Assisi, sui sedili è installato un sistema per la gestione della audio guida, basta inserire le cuffie e selezionare dall’elenco la lingua, pratico e utile.
Purtroppo sia io che Claudio accusiamo qualche sintomo influenzale e rinunciamo al terzo giro fino a Schonbrunn, torniamo in camera al Novotel e ci concediamo un paio d’ore di sonno . Al risveglio mi sento come nuovo mentre Claudio ha tutti i sintomi di una bella infreddatura. Lo lasciamo alle cure di morfeo e con Sandra andiamo a fotografare il celebre orologio dell’Anker a forma di ponte, (ci sono delle figure della storia di Vienna che sfilano davanti all’antico stemma nell’arco della giornata ).
Facciamo qualche foto al Prater di sera con tutto illuminato, ma questo non mi toglie l’idea del grande giocattolo, i ristorantini all’interno dell’area non ci attirano più di tanto, il tempo è uggioso, sia i localini che le giostre sono semivuoti. Prendiamo la metro e scendiamo di nuovo in Swedenplatz, mi è venuta un’ispirazione, quella zona verso l’interno non l’abbiamo esplorata a dovere, dopo aver superato un paio di vicoli non proprio invitanti arriviamo in una via con una minuscola piazzetta su un lato, è il giardinetto all’aperto di un Beils austriaco in piena regola, sfogliamo il menù esposto e ci avventuriamo all’interno. L’ingresso sembra quello di una grotta, mentre un gentile cameriere ci chiede di attendere al massimo 5 minuti perché sia pronto il tavolo esce una coppia di italiani “qui si mangia benissimo” fa la signora “e a prezzi ragionevoli” chiosa il marito, devo dire che avevano ragione. La zuppa di gallinacci con sfogliette di prosciutto e il cervo con crocchette di patate e mirtilli superano a pieni voti l’esame, aggiungete un servizio rapido ed impeccabile in un ambiente carino e avrete il quadro della situazione, spendiamo circa 70 € in due bevande e caffè inclusi. Il posto si chiama Reiahenberg Grieaen Beisl o almeno così mi pare ma è scritto in caratteri eleganti ma poco leggibili
Usciamo dal ristorante soddisfatti, riceviamo il disperato messaggio di Claudio che vuole un trancio di pizza e lo accontentiamo da uno degli sfornatutto kebab, pizza, hotdog in piazza.
Portiamo il rancio al nostro amico malato e prepariamo i bagagli.

27 AGOSTO

Riprendiamo le due Metro e il CAT per andare in aeroporto, volo in perfetto orario , vacanze finite Sigh!
Vienna è molto bella, vale sicuramente una visita, in tre giorni si riescono a vedere molte cose ma contiamo di tornarci perché altre meritavano di essere viste o rivisitate con più calma. Si mangia bene, la gente è molto cordiale e non è un posto particolarmente caro e gli austriaci sono gioviali e simpatici. Promossa.
vienna-1.jpg

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2 Comments

  • Reply
    Silvia Demick
    15/07/2017 at 2:38 PM

    Sono stata a Vienna secoli fa e non so perché non mi ha colpito particolarmente. Sicuramente è una città che vorrei vedere di nuovo, ma ogni volta preferisco qualche altra meta 😉
    Sbaglio o hai rifatto il look al logo e al layout in questi giorni? Mi piace molto!

    • Reply
      Sandra
      15/07/2017 at 2:40 PM

      Diciamo che a me Vienna non fa impazzire come meta, vista due volte e due volte mi ha lasciato con un: si nella però…

      Siiii!! Ho rifatto la grafica (in due momenti) e il logo!! ❤️ tutto fai da me per cui.. grazie!

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