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Aspettando Ophelia: io e il ciclone tropicale in Irlanda

Sono arrivata in Irlanda da due giorni e qualche ora e chi mi porto dietro? Il ciclone Ophelia!

Avete letto bene, in valigia ho messo un bel ciclone tropicale che viaggia a non so quanti km orari in rotta di collisione con l’isola Smeraldo, dove è scatta l’allerta rossa: tutto chiuso! Scuole, uffici, negozi, i bus si fermeranno dalle 10 alle 18 nella regione di Dublino e Ryanair cancella voli (ma dai?! Per loro ogni scusa è buona)

Ho visto i monsoni, ma non ho mai visto, vissuto, un ciclone, quindi non ne riesco a capire la portata, per ora non posso uscire, anche se qui a Bray il tempo è “come al solito”, c’è aria, un po’ di pioggia, ma nulla di più rispetto al solito.

La tv di casa da aggiornamenti in tempo reale, ma io riesco a capire solo un terzo di quello che dicono, ma sicuramente la situazione non è semplice.

Ora se non ho capito male hanno bloccato anche i voli da/per il resto del mondo.

Noi in Italia non abbiamo mai assistito a qualcosa del genere, nonostante le frane, gli allagamenti e i terremoti, quindi non so bene cosa si debba fare, ma leggo sul viso della mia host sempre sorridente, un po’ di ansia.

Tra l’altro mentre sto scrivendo il cielo si è aperto ed è uscito il sole, che sia l’occhio del ciclone?

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Comunque qui nessuno è corso a fare provviste o ha blindato porte e finestre, sono tutti molto sereni, direi curiosi di vedere cosa succederà!

Cosa farò io oggi in attesa del ciclone?

Starò in casa a scrivere, a leggere e a chiacchierare con Sandra (non mi sto sdoppiando, ma si chiama così la mia ospite!), cercando comunque di non sprecare questa giornata, che doveva essere la prima di scuola, invece…

Ero così curiosa di cominciare, di conoscere i compagni di scuola e di capire come si sarebbe svolta la mia vita qui, ma tutto è rimandato a domani!

Maledizione al ciclone!!

Ieri che cos’ho fatto?

Ora facciamo un passo indietro, torniamo a ieri quando il ciclone era solo una possibilità remota, qui speravano che perdesse d’intensità, e io ho deciso di fare quattro passi (che sono diventati 12 km), in paese per capire un po’ com’è fatto e dove mi trovo rispetto alla scuola (lontano!!).

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Poi ho preso la DART (trenino elettrico che collega i paesi sulla costa a Dublino) e sono andata a fare altri quattro passi in città, ma ho calcolato male i tempi, così mi sono goduta solo una passeggiata in Graffon Street e qualche foto St Stephen Green Park, per poi tornare a Bray.

La cittadina che mi ospita è davvero deliziosa, a ridosso di un promontorio, come vi ho raccontato qui, ci sono negozi e pub in puro stile irlandese, ha solo un problema: è in salita!! E io abito proprio in cima.

Per fortuna hanno inventato i bus, quindi cercherò di usarli per evitare di morire lungo una salita.

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Come mi sento?

Diciamo che l’attesa prolungata per iniziare la scuola mi crea ancora più aspettative e sono curiosa di conoscere i miei compagni e gli insegnanti.

Non ci voleva proprio questo benedetto ciclone!

Ho tantissime aspettative per questa esperienza, vorrei tanto che il mio inglese maccheronico diventi qualcosa di più decoroso, che aumentino le visite a questo mio blog, inoltre spero di fare nuove amicizie e di avere nuovi contatti, strizzando l’occhio verso un lavoro qui…

Ok, ora l’ho scritto, ma non crediate che stia cercando un lavoro in Irlanda, ma se dovesse succedere coglierò sicuramente l’occasione.

Quindi non sono qui per diventare una “macchina da inglese“, ma per cercare di imparare e di fare un’esperienza formativa per riuscire ad approcciarmi ad altre opportunità lavorative.

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