Wanderlust: cos’è?

by Sandra

Wanderlust è un termine di origine tedesca, che fa la sua comparsa nel 1902, ma che solo ultimamente va tanto di moda, cosa significa realmente credo che in pochi lo sappiano.

Il dizionario dice questo: amore (m.) per i viaggi spirito (m.) vagabondo; traduzione italiana: dromomania.

Una malattia meravigliosa chiamata Wanderlust

Semplice, lineare, senza fronzoli, però se vogliamo andare oltre troviamo anche la “sindrome di Wanderlust“, causata da un ricettore di dopamina denominato DRD4-7R, quindi possiamo dire che è una malattia genetica, scritta nel nostro DNA, malattia, forse una delle poche, da cui non vorrei mai guarire, perchè porta all’irrefrenabile voglia di viaggiare.

Pare che ne sia affetto il 20% della popolazione mondiale, in particolare quelle popolazioni che storicamente sono sempre state più predisposte allo spostarsi.

Chi è affetto dalla sindrome di Wanderlust (quindi possiede il “gene del viaggiatore“) è più propenso a provare cose nuove come il cibo, affrontare rischi, avere più relazioni interpersonali, insomma a mio avviso è più predisposto a mettersi in gioco!

Come facciamo a capire se siamo malati?

Alcuni dicono che si capisce dalla cronologia del proprio browser, quando i siti di viaggi superano di gran lunga tutto il resto si hanno le prime avvisaglie del contagio; altri sostengono che la smodata incapacità di stare fermi in un posto sia sinonimo di Wanderlust..

Per me significa la necessità di avere un boarding pass in tasca!

Avere la certezza che dopo poco posso salire su un aereo e partire, per scoprire nuovi posti, incontrare nuove persone, assaggiare cibo diverso da quello a cui sono abituata…

Senza quel talloncino con su scritto gate, posto a sedere e lato corridoio o finestrino, mi pare di non andare avanti.

L’immobilità di cui sono schiava in questo momento mi fa mancare l’aria, mi mette di cattivo umore, come dice il mio dottore “soffre di una claustrofobia che va al di la del luogo fisico, soffre le costrizioni mentali”.

Ecco!! Mi devo far prescrivere voli a breve, medio e lungo viaggio, ma anche estenuanti maratone in macchina macinando un km dopo l’altro.

Ho sempre sofferto di questa sindrome?

Non lo so, ma ho il sospetto che tutto sia cominciato quando i miei hanno deciso di portarmi a Londra, avevo 5 anni, rinunciai al più semplice pomeriggio ai giardini con gli amici per salire su un volo di linea, con la mia borsetta di vernice bianca e il cicciobello nero.

Ricordo ogni cosa di quel viaggio, l’oblò dell’aereo, le hostess gentili e quel vuoto alla bocca dello stomaco quando ci siamo alzati in volo.

Si, credo che sia iniziato tutto da li.

Mi sono mai fermata?

Purtroppo si, gli anni delle superiori sono stati poveri di avventure e spostamenti, complici gli amici del paese, il fidanzato, i soldi da dover chiedere, anche all’università ho potuto viaggiare poco, qui ci si è messa anche la malattia, una vera, di quelle da cui è imperativo uscirne… ho buttato via forse 10 anni di viaggi, che tristezza!

Per cosa poi? Paura, inadeguatezza, voglia di essere come tutti gli altri? Non lo so, ma so che devo rimettermi in viaggio!

Tra l’altro negli ultimi anni ho modificato tanto il mio modo di muovermi. Sento la necessità di fare viaggi su misura, tagliati sulle mie esigenze e passioni, non voglio qualcosa di preconfezionato che sa tanto di brioche nella busta di plastica.

Ho piano piano perso la mania del souvenir per amici e parenti, preferendo spendere in qualche attività caratteristica (a Porto la navigazione sul Duoro, al Taman Negara la passeggiata sui canopy walkway, etc), anche se non posso ancora rinunciare ad un caramel macchiato da Starbucks o alla maglietta dell’Hard Rock Caffè, ma nessuno è perfetto.

Credo che questa malattia evolva col tempo, che più viaggi e più ti rendi conto di cosa del viaggio hai bisogno e cosa ti aspetti, si impara a modificare le priorità, decidendo di rinunciare ai musei per un ristorante caratteristico, o una mostra improvvisata per strada o una visita al mercato di turno…

Un’altra cosa che cambia viaggiando è il bagaglio, il mio diventa più leggero ad ogni partenza, sto prendendo confidenza con lo zaino e le lavanderie a gettoni e ripongo fiducia nei posti dove soggiorno per fon e accessori vari, una volta non sarei partita senza un cambio al giorno, ora come ora l’importante è prendere quell’aereo!

Perchè ho scritto tutto questo?

Semplice: mi sto annoiando a morte e manca un mese esatto al prossimo volo! Sto aspettando la guida per cominciare a programmare cosa vedere!

 

 

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10 commento

andoutcomesthegirl 20/01/2017 - 17:10

Io credo di averloooo
Silvia | http://www.andoutcomesthegirl.com

Reply
Sa 20/01/2017 - 17:13

Una splendida malattia!!! 🙂

Reply
andoutcomesthegirl 20/01/2017 - 17:13

Concordo 😀

Reply
Sa 20/01/2017 - 17:15

E grazie per essere passata da qui!

Reply
andoutcomesthegirl 20/01/2017 - 17:15

😉 figurati!

noolyta 23/03/2017 - 10:55

Mi sa che ne sono affetta pure io!

Reply
Sa 23/03/2017 - 10:58

credo che si stia diffondendo il contagio… Ma sono contenta di soffrire di una malattia così! Inoltre grazie per essere passata di qui..

Reply
noolyta 23/03/2017 - 11:05

Ne sono contenta anch’io… e credo non ci sia cura ma va benissimo così! Figurati, mi ha fatto piacere scoprire il tuo blog, abbiamo in comune la passione per i viaggi evidentemente!

Reply
Sa 23/03/2017 - 11:06

Dopo vado a dare una sbiarciatina anche al tuo, mi piace molto leggere i viaggi degli altri, scoprire nuove mete e consigli di prima mano.

Reply
noolyta 23/03/2017 - 11:10

Grazie mille, spero ti piaccia allora! Anch’io ho scoperto di trovare ispirazione leggendo i post e scoprendo i blog di altri. E’ sempre una piacevole sorpresa, più di quanto già non pensassi!

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