Donegal: il fascino del selvaggio ovest irlandese

by Sandra

Il Donegal è senza ombra di dubbio la regione più remota e selvaggia d’Irlanda.

Si trova a nord ovest e si incunea tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord, estendendo le sue scogliere tra il Mare del Nord e l’Oceano Atlantico, tra fiordi profondi e paesaggi magici.

Perché vistare il Donegal?

Ho deciso che la mia prima tappa del viaggio fosse questa regione remota e lontana, perché pur vivendo qui non è proprio agevole raggiungerla, quindi, complice la vacanza imminente ho deciso che da li dovevamo partire.

Scogliere a picco sul mare, fari svettanti e tanto tanto verde a farne da contorno mi sembrano motivi molto validi per fare una capatina fin qui su.

donegal on the road

Racconto di viaggio

Primo giorno: Donegal e la nebbia

Ci siamo arrivati il secondo giorno di viaggio, dopo aver lasciato l’Irlanda del Nord, abbiamo traghettato la macchina da Magilligan Point a Greencastle Queen Point, così da evitare un lungo trasferimento in macchina.

La prima tappa è stata Malin Head, la punta più a nord dell’Isola di Smeraldo, un posto surreale, dove alte scogliere si gettano in mare senza pietà e senza sconti e solo un’alta torre fa da guardiano.

Volevamo fare due passi ma ahimè è salita una nebbia fittissima dal mare, cosi dopo un cappuccino veloce siamo ripartiti alla volta di una bellissima spiaggia (Five Finger strand), dove il sole ha di nuovo fatto capolino e ci ha regalato la possibilità di fare una bella passeggiata.

Purtroppo il nostro umore non era dei migliori perchè nel tragitto per arrivare qui, ci siamo fermati a fare delle foto a dei cavalli (tenendo le dovute distanze) e il proprietario ci ha inseguiti in macchina e, quando ci siamo fermati per farlo passare, pensando che avesse solo fretta, ci ha minacciati con tanto di mazza.

E io che ho sempre pensato che gli irlandesi fossero gente socievole e accogliente.

Riprendiamo fiato contemplando la sabbia e il mare e poi riprendiamo il passo perchè si è fatta sera.

Dormiamo a Carndonagh, dove complice la nebbia e il paese completamente deserto ci sentiamo un po’ persi.

Piccolo appunto: questa giornata di viaggio che sempre così corta in realtà è iniziata con la vista alla Giant’s Causeway, che ci hanno portato via una mattinata buona visto che era necessaria la prenotazione e i posti scarseggiavano.

Secondo giorno: tra fari e spiagge da sogno

Prima tappa della giornata dopo un bel trasferimento su strade che attraversavano brughiere verdi o a picco sul mare, siamo arrivati alla prima destinazione di oggi il Dunree Head, trattasi di un faro posto all’imbocco di un profondo fiordo.

Il faro di persè non ha nulla di particolare, ma la veloce passeggiata oltre al piccolo villaggio abbandonato vale la sosta.

Panorama spettacolare e colori senza uguali, da non perdere. Inoltre se avete bisogno di fare una tappa ristoro c’è una piccola caffetteria proprio nel parcheggio del faro.

Si riparte poi alla volta di Fanad Head mentre una nuova giornata calda e assolta ci accompagna in questo viaggio dal meteo tutto sommato molto fortunato.

Il faro di Fanad è proprio il faro che ti aspetti: bianco, che si erge sul promontorio e tutto attorno scogliere e mare.

L’ingresso è a pagamento, ma ne vale la pena, purtroppo non sono potuta salire sul faro vero e proprio, sempre colpa della pandemia, ma potersi godere la vista da questo posto è davvero bello.

Anche qui troverete un punto ristoro e bagni a disposizione.

Noi però dobbiamo ripartire, quindi salutiamo il faro e ci rimettiamo in moto per fermarci dopo poco per pranzare alla Lighthouse Tavern. Vista spettacolare del faro e buon cibo.

Il pomeriggio lo passiamo in macchina lungo la costa, seguendo sempre la Wild Atlantic Way e fermandoci di tanto in tanto per fare qualche foto e goderci il panorama. Muoversi senza una vera e propria meta credo sia il modo migliore di approcciare questa regione.

La giornata si conclude a Dungloe con un tramonto che lascia a bocca aperta e un po’ di “fauna locale” completamente ubriaca.

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Terzo e ultimo giorno nel Donegal

Siamo arrivati al nostro ultimo giorno in Donegal, infatti andremo a Sligo, ma questa è un’altra storia, quindi dovrete aspettare per leggerla.

Torniamo quindi al nostro Donegal, la giornata di oggi non ci regala un sole splendente ma neppure pioggia, quindi ci mettiamo in marcia verso sud.

Lungo la strada ci siamo fermati a vedere le cascate di Andara, sono meravigliose ma fate attenzione perchè sono lungo la strada senza una segnalazione decente e il rischio, soprattutto quanto c’è poca acqua, di perdersele è dietro l’angolo.

Dopo qualche foto ed esserci sgranchiti le gambe proseguiamo, la strada è tortuosa il giusto e sperduta quanto basta, bisognerebbe fermarsi in ogni dove ma noi abbiamo poco tempo.

La nostra destinazione finale infatti sono le Slieve League, per meglio dire le scogliere del Donegal, quelle più famose dopo le Cliff of Moher.

Qui incontriamo un bel po’ di umanità, ma la cosa molto molto bella, è poter arrivare al culmine in macchina, quindi rendendo accessibile a tutti questo panorama da togliere il fiato, anche con il cielo grigio e le nuvole basse.

Decidiamo di rifocillarci e quindi gustiamo un lobster roll fatto sul momento, una delizia (panino con l’aragosta per intenderci) per poi rimetterci in macchina.

Nel pomeriggio tappa a Sligo, che troviamo deserta e molto triste, quindi dopo aver fatto quattro passi e qualche foto ripartiamo verso la nostra destinazione finale, salutando definitivamente il Doneal.

Considerazioni e… colori

Ho amato tantissimo questa regione, tutte le aspettative sono state soddisfatte.

E’ un luogo ancora selvaggio dove terra e oceano si scontrano lungo le coste frastagliate che, a volte, ricordano i fiordi norvegesi, senza però esserne da meno, anzi.

Visitare il Donegal in questa estate di lockdown è stato magico proprio perchè c’era meno gente, nessun pulman che vomitava turisti ad ogni sito, si è viaggiato bene, insomma un’esperienza davvero bella.

Se dovessi fare un itinerario irlandese credo che partirebbe proprio da qui, quando solitamente non viene incluso per dare più spazio alle contee più blasonate come Kerry e Connemara.

Prima o poi ci sarà la mia guida definitiva all’Irlanda on the road!!

La cosa che più mi ha colpito restano comunque i colori, intensi, vividi e brillanti.

I verdi vibranti, i blu intensi che mischiano il cielo e il mare, il bianco ottico delle nuvole… e delle pecore, senza dimenticare il viola e l’arancione dei fiori.

Credo che questa sia la magia di questo Paese, il regalare scenari che non ti aspetti, ma che ti lasciano cosi, incredulo e appagato.

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Appunti di viaggio

I luoghi che abbiamo visitato sono facilmente raggiungibili in auto quindi adatti a tutti sia disabili che bambini sui passeggini, inoltre i sentieri che conducono ai fari o ai luoghi di interesse sono asfaltati.

Non abbiamo alloggiato in b&b classici o ostelli per via del Covid-19, abbiamo preferito hotel di medio livello dove fossero garantite norme igieniche e distanziamento sociale.

I km fatti sono stati tanti, spesso non ci sono distributori per lunghi tratti, quindi fate benzina quando ne trovate uno. Le strade sono strette, tortuose e spesso a picco sul mare, ma senza bus è stata una passeggiata.

Spero che vi sia piaciuto questo piccolo itinerario lungo le coste del Donegal, se così fosse, lasciate un commento, mettete un link e condividete! 😀

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