Onsen: istruzioni per l’uso

by Sandra

Comincio la serie dei post sul Giappone parlandovi di una delle esperienze che ho più apprezzato dal viaggio: il pomeriggio all’Onsen.

Visto che comunicare in Giappone non è cosa semplice ho pensato di fare una mini guida per affrontare questa esperienza nel migliore dei modi, magari evitandovi qualche imbarazzo.

Un po’ di storia sugli Onsen

Sono sostanzialmente dei bagni termali, non hanno nulla a che fare con il nostro concetto di terme, quindi non pensate di trovare saune, bagni turchi o altro, ma solo un luogo di pace e condivisione della nudità (ebbene si, si accede nudi, ma rigorosamente divisi per genere).

Solitamente sono collocati fuori dai grandi centri abitati, verso le montagne e spesso sono in un contesto che prevede non solo il bagno, ma anche un ryokan (alberghetto) e un ristorante tradizionali.

L’acqua è quasi sempre termale, infatti fuoriesce calda grazie alle sorgenti geotermiche molto frequenti in Giappone. Hanno caratteristiche curative, quindi non è solo pace e relax, ma anche un modo per coccolarsi un po’.

In origine era comunque dei semplici bagni pubblici, dove la popolazione andava per espletare i riti di pulizia quotidiani, tradizione ancora oggi in voga anche se non più come un tempo.

Ma veniamo alle regole base.

Onsen: istruzioni per l'uso

Le regole per una piacevole permanenza nell’Onsen

Ci sono regole che valgono per tutti gli Onsen e alcune invece che sono relative solo ad alcune strutture, vediamo di cosa si tratta.

Nudità: negli Onsen si entra nudi, non si possono usare costumi o biancheria, quindi bando alle ciancie e giù i pantaloni!

Pulizia prima di tutto: prima di accedere alle vasche bisogna lavarsi a fondo in apposite postazioni dotate di sgabellino, rubinetto, doccetta e tutto il necessario per l’igiene personale. Ci si lava in compagnia! La privacy non è contemplata.

Educazione e silenzio: allora vero che bisogna mantenere un certo decoro, non andate in giro saltellando e urlando, ma non è vietato chiacchierare, anzi. Ho sentito più giapponesi chiacchierare all’Onsen che non in strada.

Selfie e privacy: se la privacy non è condizione essenziale all’interno delle vasche tra le persone lo è in fatto di foto, non si può introdurre ne telefono ne macchina fotografica, quindi rinunciate al selfie tutti nudi con solo l’asciugamano in testa stile manga!

Le foto di questo articolo per ovvi motivi non sono mie, ma sono comunque dell’Onsen dove sono stata io.

Ora veniamo a due regole che solo alcuni Onsen hanno.

Tatuaggi: in alcuni centri non è possibile accedere se si hanno i tatuaggi, questo perché i tatuaggi erano un segno distintivo della mafia nipponica (yakuza). Vietare l’ingresso alle persone tatuate era un modo indiretto per tenere fuori da questo luogo i malviventi. Spesso viene chiesto di coprirli con cerotti e, se molto piccoli, non dovrebbero creare problemi, ma assicuratevi di scegliere un Onsen adatto a voi.

Stranieri: nelle zone più rurali alcuni centri termali non permettono all’accesso agli stranieri, perché hanno creato problemi in passato e per evitare tensioni o altro preferiscono lasciarci fuori.

La mia esperienza: Kurama Hot Spring Onsen Kyoto

Dopo storia e regole vi racconto com’è andata la mia esperienza, che rasenta il ridicolo, le comiche e il surreale, perché non potevo certo esimermi dal fare delle gran figuracce!

Come sapete ero in Giappone in vesti di Vagabondo Doc (tour leader per Vagabondo.net) e il mio gruppetto di passeggeri aveva piacere di passare qualche ora godendosi un po’ di pace e relax, così mentre eravamo a Kyoto ho studiato un po’ la cosa e ho scoperto un posticino niente male: Kurama Hot Spring Onsen.

Onsen: istruzioni per l'uso

Come arrivare all’Onsen di Kumara

Kurama è una località di montagna a 45 minuti di trenino da Kyoto, si raggiunge usando la linea Eizan Main Line, che tra l’altro è una linea panoramica, che noi abbiamo preso alla fermata di Mototanaka perché era più comoda da raggiungere con il bus dalla nostra posizione di partenza (il centro).

Si arriva così al capolinea di Kurama e qui si hanno due opzioni: aspettare il pulmino dell’onsen che arriva dopo 3/5 minuti dall’arrivo del treno proprio sul piazzale della stazione, oppure si può andare a piedi per circa 800 mt (in salita).

Il trenino costa 420 yen a tratta, non è compreso ne nel jr pass ne nel pass giornaliero dei mezzi che abbiamo preso noi, perché abbiamo deciso di fare quello valido solo per gli autobus che sono il mezzo più comodo per girare Kyoto.

Spogliamoci!

Arrivate a destinazione bisogna prima di tutto togliersi le scarpe e metterle dentro a dei piccoli armadietti, recuperata la chiave andare alla reception dove potete scegliere tra due opzioni:

  • il tutto compreso per 2.500 yen (potete accedere sia ai bagni interni che quelli esterni, vi danno due asciugamani e il kimono di cotone, inoltre si può accedere ad una sala al piano superiore per il relax)
  • il solo ingresso sempre ad entrambi i bagni ma non ci sono ne asciugamani ne kimono, che potrete affittare a parte.

Noi abbiamo deciso per il tutto compreso, quindi consegnamo la chiave delle scarpe, paghiamo la quota e ci viene data una borsina di tela dove all’interno, ben piegato, c’è tutto il nostro necessario per l’esperienza e un braccialetto con un’altra chiave che apre l’armadietto che trovate nello spogliatoio delle vasche interne.

Salutata la parte maschile del gruppo ci dividiamo nei due spogliatoi, consce di non aver capito buona parte della spiegazione dataci al desk (non parlano inglese se non pochissime parole).

Nello spogliatoio ci rendiamo subito conto che la timidezza del popolo giapponese è stata spazzata via con un colpo di spugna, infatti senza alcun imbarazzo donne di ogni età e forma se ne stanno belle nude a chiacchierare e preparasi o ad uscire o ad accedere alle vasche.

Io e la mi amica con non poco imbarazzo ci cambiamo, cercando di passare dai vestiti al kimono senza per forza far vedere tutta la mercanzia, impresa a dir poco ardua che fa sbellicare le presenti.

Infilato il kimono a caso, per noi era alla stregua di una accappatoio, recuperato il minuscolo asciugamanino (quello grande decidiamo di lasciarlo nell’armadietto per il ritorno), ci avventuriamo verso i bagni esterni, infilando delle ciabattine di gomma all’ingresso.

Tagliare a metà il parcheggio nude, al freddo e inconsapevoli che avevamo fatto un casino non ha aiutato.

Arrivate infatti a destinazione ci rendiamo conto che: non abbiamo preso i 100 yen per l’armadietto esterno, l’asciugamano grande poteva tornarci molto utile e “ora dove diavolo lo lasciamo il kimono? Se ce lo fregano ci tocca il parcheggio come mamma ci ha fatte, o peggio come Carsei nel Trono di Spade”.

Mentre cerchiamo di uscire da questo empasse la situazione è pure più frivola che nell’altro spogliatoio, visto che qui lo spazio è minuscolo e c’è un gran affollamento.

Rompiamo gli indugi e togliamo finalmente il kimono che appallottoliamo in angolo, sperando che queste giapponesi siano davvero oneste come dicono e ci spostiamo nella prima sala dove ci sono le postazioni per lavarsi e una prima vasca piccolina.

Ci sediamo accanto a due signore che sono intente a strofinarsi con energia ogni singola parte del corpo, che ci guardano curiose e ci fanno segno di metterci all’opera a nostra volta.

Apriamo il rubinetto e la doccia e, letteralmente, ci spruzziamo un po’ di acqua addosso, guardando circospette chi abbiamo attorno.

Imbarazzante è a dire veramente poco!

In qualche modo ci diamo una lavata a nostra volta, poi come due ladre ninja ci dirigiamo all’esterno e guadagniamo il nostro posto in paradiso!

Onsen: istruzioni per l'uso

Come si passa il tempo in un Onsen?

Una volta in acqua (parliamo di una 50 cm circa) possiamo rilassarci un pochino, acqua caldissima, un velo di neve e la natura tutto intorno, meraviglioso.

Imbarazzo e freddo passano veloci, quindi ci concediamo un sano relax, qualche chiacchiera e osserviamo le altre che chiacchierano a loro volta.

Dopo di noi arrivano altre ragazze occidentali e si ripeto il siparietto che abbiamo messo in scena poco prima noi, imbarazzo e vergogna fatti su a caso in un kimono troppo largo.

Le ore all’Onsen passano tra una lavata energica e un po’ di tempo a mollo nell’acqua bollente, non si può bere o mangiare a bordo vasca, si sta a mollo serene e pacifiche.

Ma noi, da buone occidentali con il cervello sempre in movimento non riusciamo a non pensare al nostro fagotto e alla passeggiata nude che potrebbe toccarci, così decidiamo di agire, portiamo il fagotto su una panca che possiamo tenere d’occhio e più serene decidiamo anche di provare la vasca interna, ma fa davvero un gran caldo.

Diciamo che fuori è una goduria, così riusciamo passare quasi un oretta così.

Armate di coraggio e disinvoltura che non abbiamo decidiamo di tornare alla struttura principale e fare ancora un giro nelle vasche interne.

Asciugate un po’ a caso con il piccolo asciugamano, messo il Kimono (al contrario, tant’è che una vecchina è venuta ad insegnarmi come si indossava) partiamo alla volta del viaggio nel parcheggio, ridendo come due idiote.

Finalmente all’interno, dove abbiamo anche un armadietto, molliamo tutto e andiamo a vedere le vasche interne dove c’è un bellissimo ed enorme idromassaggio.

Qui non c’è nessuno, solo due signore, così è più facile farsi scivolare via ogni imbarazzo e godersi così ancora qualche attimo di pace.

Io finisco la mia esperienza con una passeggiata nell’acqua gelida!

Onsen: istruzioni per l'uso

Onsen: istruzioni per l’uso secondo me

  • Lasciare a casa ogni pregiudizio.
  • Non badare al proprio aspetto e quello degli altri.
  • Ricordarsi i 100 yen per l’armadietto.
  • Magari cambiarsi nello spogliatoio esterno e poi nuovamente in quello interno.
  • Non serve nulla se non la voglia di godersi qualche ora di pace e libertà.
  • Ammirare da vicino come i giapponesi, nel loro intimo, sono meno imbarazzati e pudici di noi che millantiamo aperture mentali enormi.
  • Concedersi questa esperienza
Onsen: istruzioni per l'uso

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10 commento

trentazero 28/01/2019 - 18:33

Gli onsen per me sono stati una esperienza incredibile, sogno di tornare per provarli con la neve. 🙂

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Sandra 28/01/2019 - 20:02

Un’esperienza da fare assolutamente, in qualsiasi stagione!

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Paola 28/01/2019 - 20:00

Io ero finita in delle terme nudiste (miste) in Germania, ma non mi ero fatta nessun problema, anzi ero ben felice di lasciare costume e accappatoio perché nessuno stava a guardare gli altri!!!

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Sandra 28/01/2019 - 20:02

Ho provato anch’io le terme in Germania e Austria, ma qui era molto diverso, non so spiegarlo. Sarà che dai giapponesi ti aspetto un atteggiamento molto diverso in una luogo del genere.
Comunque i riti e le regole da seguire sono molto diverse che quelle delle “nostre” terme

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Speranza 29/01/2019 - 05:47

Mai sentito nominare. Se dovessi andare in Giappone non avrei remore a provare. Imbarazzo sì, ma poi passa e se ne approfitta!

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Sandra 29/01/2019 - 09:35

Si prova tutto!! Noi comunque non ci siamo risparmiate sopratutto nel ridere

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Silvia - The Food Traveler 29/01/2019 - 13:51

Io faccio parte del team “imbarazzo” per cui capisco benissimo il kimono al contrario, l’ansia, ecc. Certo tutto passa e poi dopo un po’ uno pensa solo a rilassarsi ma confesso che all’inizio sarei stata anche io un po’ in paranoia 😅
E’ un’esperienza che vorrei provare se andrò in Giappone, anche se la cosa dei tatuaggi mi preoccupa un po’ perché ne ho un paio che difficilmente stanno sotto un cerotto… Ma quando si prenota questa cosa è specificata?

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Sandra 29/01/2019 - 14:00

Benvenuta nel team! Allora questione tatuaggi: si, è specificato in ogni onsen, la maggior parte non richiedono la prenotazione, ma basta fare un giro sul sito o mandare una mail. Tieni conto che esistono anche dei make up apposta per coprire i tatuaggi per andare agli onsen…

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Silvia - The Food Traveler 29/01/2019 - 14:09

Ah, ok quindi basta informarsi prima. Ah non avevo pensato al make up 😉

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Simona 01/02/2019 - 11:51

Anche io sarei imbarazzatissima. Ti assicuro che sarebbe davvero difficile per me ma credo anche che sia veramente una di quelle esperienze che non si possono evitare. Il kimono lo metterei al contrario anche io, ne sono più che certa e soprattutto sarei capace di fare qualche altro danno, tipo di quelli che non vengono in mente ma che poi riuscirei a trovare. Ma da come ho capito lì cambia tutta la percezione, il pudore sparisce e si è tutti più contenti. Dovrei stare solo attenta ai tatuaggi, al momento ne ho uno ma a breve potrebbero diventare due!

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