Tutti pazzi per James Joyce: Bloomsday

by Sandra

Chi è costui? Uno dei più famosi scritto di Dublino, il genio che ha scritto l’Ulysse.

Non me ne abbiano gli esperti di letteratura, ma in questo posto non mi dilungherò molto sul perchè e sul per come costui si diventato famoso, ma voglio raccontarvi come la città di Dublino ( e dintorni) una volta l’anno lo festeggi in modo decisamente eccentrico.

Street art Dublino

Bloomsday e la città torna agli anni del primo ‘900

Ogni anno, il 16 di giungo a Dublino si festeggia questo scritto (James Joyce), la data non è scelta a caso e non è ne il giorno della sua nascita ne quello della sua morte, ma il giorno in cui è ambientato appunto il suo “Ulysse” e il giorno in cui conobbe la sua futura moglie.

Il suo celebre romanzo si svolge infatti in un un’unica giornata e racconta le ore del signor Bloom e la vita di Dublino che gli gira in torno. Il libro ha ricco di allusioni, metafore e citazioni, ma di per se la trama è davvero semplice.

La sua fortuna è stata quella di essere scritto in modo molto diverso dai libri che si scrivevano all’epoca e così è diventato un vero fenomeno.

Inoltre non dimentichiamo il forte legame con l’Italia, dove il nostro Joyce ha vissuto per diverso tempo, a Trieste, infatti anche li oggi si festeggia il Bloomsday.

Tra cappelli di paglia e signore eleganti

Non voglio tediarvi oltre, quindi vado a raccontarvi cosa succede oggi il 16 di giugno.

Il fitto calendario di eventi si articola su tre giorni, infatti da venerdì a domenica è possibile partecipare a letture, visite guidate (anche in italiano), colazioni, brunch e chi più ne ha più ne metta.

Però non vi illudete, di gratis c’è ben poco, quindi bisogna accontentarsi di guardare “da fuori” quello che succede.

Io prima lanciarmi nell’esplorazione ho dedicato il mio sabato pomeriggio alla visita prima del James Joyce Center (ingresso 5 euro e audio guida gratuita anche in italiano) e poi al Dublin Writers Museum (ingresso 7 euro, niente guida, ma pannelli esplicativi in inglese).

Consiglio entrambe le visite, sono molto interessanti e soprattutto sono in due dimore storiche che vale sempre la pena vedere

Torniamo al nostro Bloomsday, quindi calendario fitto e non proprio a buon mercato, ma se sarete determinati, riuscirete sicuramente a collezionare un’esperienza indimenticabile e molto molto originale.

Recatevi nei luoghi citati dal libro (pubs, musei in cui si parla di James Joyce, negozi di libri etc..) e non sarete delusi.

Sandycove e le colazioni all’aperto

La mia esplorazione si è concentrata in questa piccola cittadina alle porte di Dublino, dove è presente il museo di James Joyce, infatti per un periodo lo scrittore a vissuto proprio qui, in una delle torri di guardi.

Mi sono resa subito conto di essere finita nel posto giusto quando ho visto un’invasione di cappelli di paglia, signore imbellettate e tantissimo movimento.

Il museo piccino e raccolto era stracolmo di cappelli con velette e signori con bastoni da passeggio, quindi ho scattato alcune foto e sono tornata fuori dirigendomi verso il centro di Sandycove dove era allestito tutto l’occorrente per una colazione all’aperto.

È stato davvero molto molto bello passeggiare senza una meta, sbirciando tra i negozi di abiti vintage, ascoltando di tanto in tanto qualche citazione.

Ora vi lascio qualche foto del mio Bloomsday.

Sta nello spazio ciò a cui nel tempo devo arrivare, ineluttabilmente.

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2 commento

Katja 21/06/2019 - 15:30

Sai, credo che quando ci vivevo io, il Bloomsday non esisteva proprio: chi se lo sarebbe fatto scappare???
Ho visitato il Dublin Writers Museum ma non il James Joys Center … a leggere il tuo articolo, mi sta venendo voglia di ritornare di corsa a Dublino!

Reply
Sandra 21/06/2019 - 22:02

Ma veramente? io davo per scontato fosse una ricorrenza storica, devo approfondire!! Comunque davvero molto caratteristica, consiglio vivamente!

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